Tappa 18 – Alla scoperta delle Valli Veronesi

Tappa 18 – Alla scoperta delle Valli Veronesi

15/01/2018

Da questa mattina inizio la mia avventura Su 2 Piedi nei comuni della provincia di Verona
I primi paesi che si incontrano quando si arriva dal Polesine sono quelli della bassa veronese: un territorio molto ampio e pianeggiante, quindi abbastanza facile da attraversare a piedi… d’altronde è immerso nella pianura Padana, quindi non poteva essere altrimenti!
L’intera zona è famosa per l’agricoltura, la gastronomia, le sue tradizioni e la sua storia… direi che per i prossimi giorni mi aspettano un sacco di visite e incontri interessanti.


La mattina mi sono svegliata all’agriturismo Mulino delle Valli, dove ho conosciuto Renzo e Laura, una coppia sposata che ha realizzato all’interno di un antico casolare di campagna una magnifica locanda. Loro sono entrambi veronesi doc e hanno una storia molto particolare, che ho ascoltato con molto piacere.
Laura fin da piccola aveva il sogno di diventare una ballerina e a soli 16 anni ha lasciato Verona per andare in Francia a studiare danza classica. Lì ha addirittura conseguito una borsa di studio donata dalla principessa Antoinette di Monaco ed è riuscita a diventare una ballerina di fama internazionale, che si è esibita nei teatri di tutto il mondo. Questo dimostra che attraverso la fatica, l’impegno e la dedizione i sogni si possono realizzare!


Dopo il matrimonio con Renzo ha messo su famiglia e insieme hanno scelto di tornare a vivere nella terra che, nonostante la bella vita francese, hanno sempre portato nel cuore.
Si sono quindi stabiliti in provincia di Verona e hanno acquistato un vecchio casolare nei pressi di Casaleone… un posto storico, risalente al Cinquecento, che era però caduto in rovina e necessitava di essere rimesso a nuovo.


Una volta ultimati i lavori di ristrutturazione hanno avviato una bellissima locanda, dove ora è possibile mangiare piatti tipici e pernottare in stanze caratteristiche e dall’arredamento rustico.
Inoltre nel terreno attorno al casolare hanno costruito una pensione per cavalli ed è stata avviata un’accademia equestre, gestita da una simpaticissima ragazza di 24 anni dotata di un’intraprendenza da vera veneta. Per gli amanti dell’equitazione è possibile andare a cavallo sfruttando le ippovie che partono proprio dai campi qui intorno, attraverso percorsi che arrivano addirittura fino ad Adria o Treviso.


Dentro il casolare si percepisce l’antichità della struttura… Laura infatti mi ha raccontato che durante i lavori di restaurazione hanno scoperto dell’esistenza, sotto un cumulo di macerie, di un antico mulino ad acqua… lo hanno fatto sistemare e ora la sua ruota storica campeggia in bella mostra all’interno della struttura. In un’altra stanza si trova anche un’antica pila da riso, che veniva utilizzata nei secoli scorsi per la lavorazione del cereale.


Quando hanno avviato i lavori per la sistemazione del posto sono stati attenti a conservare il più possibile l’originalità e la storia del posto… Renzo infatti è un grande appassionato di storia e cultura veneta, e mi ha intrattenuto con i suoi racconti. E’ un abilissimo oratore, vi linko qui sotto un video (che ho caricato sulla mia pagina Facebook) che vi permette di ascoltare direttamente la sua voce.

Grazie a lui ho scoperto che l’antico popolo veneto arrivò in questi luoghi probabilmente dalla Turchia, e che intorno al 1500 a.C. possedeva già delle notevoli abilità nella produzione di monili e oggetti in ceramica. I Veneti erano dei grandi mercanti ed erano conosciuti anche per essere dei grandi allevatori di cavalli, ed intrattenevano rapporti commerciali con tutto il mondo allora conosciuto… Una tradizione mantenuta anche poi anche molti secoli dopo durante la Repubblica della Serenissima.


E’ stato affascinante ascoltare tutte queste storie, però per me ormai era giunto il tempo di ripartire, e dopo aver salutato affettuosamente Luara e Renzo, mi sono diretta verso Casaleone.
In Piazza della Vittoria mi sono fermata a fotografare l’imponente facciata della Chiesa di San Biagio Vescovo e Martire, che nel corso della sua storia ha avuto diverse modifiche nella struttura, fino agli ultimi lavoro di fine Ottocento, che le hanno conferito la forma attuale.


Dopo aver camminato qualche altro chilometro sono giunta nel comune di Cerea, una delle città di riferimento per il territorio meridionale della provincia veronese, assieme alla vicina Legnago.
Girando per le graziose vie del centro storico, mi sono imbattuta nella Chiesa di San Zeno in Santa Maria Assunta, eretta nel 1750 e dedicata sia alla Beata Vergine Maria che a San Zeno, come recita la lapide murata dietro l’altare maggiore.


Percorrendo via Garibaldi sono poi arrivata davanti all’oratorio della Beata Vergine dello Spasimo, un edificio religioso che mi ha colpito in particolar modo per l’originale impostazione della facciata. Sparse per il territorio comunale, nelle campagne del borgo, vi sono anche numerose ville signorili, tutte costruite tra il XVII e il XIX secolo.


Una volta uscita da Cerea mi sono diretta verso Legnago, dove ad attendermi c’era il giornalista de L’Arena Fabio Tomelleri, che desiderava incontrarmi per intervistarmi a proposito della mia iniziativa Su 2 Piedi. Mi fa molto piacere che ci siano giornali e televisioni locali che si interessano e raccontano il mio cammino, il mio obiettivo è quello di far conoscere a più persone possibili tutte le bellezze e le storie che ogni angolo di Veneto ha da offrire. Il fatto che anche i media mi stiano dando una mano contribuirà sicuramente a dare più forza non tanto a me, ma soprattutto a tutti coloro che come me amano questo fantastico territorio e desiderano promuoverlo e valorizzarlo.


Dopo aver fatto una piacevole chiacchierata con il giornalista, ho percorso le vie della cittadina, che è una delle ultime ad essere attraversata dalle acque del fiume Adige.
Si nota subito che questo è un paese ricco di storia e tradizione, le sue vie del centro sono particolarmente eleganti… Qui vi è nato Antonio Salieri, famosissimo compositore e insegnante di musica del classicismo, che fu maestro di Beethoven e rivale di Mozart. A lui la città di Legnago ha dedicato il Teatro Salieri, inaugurato nel 1956… questa cosa mi ha molto affascinato, significa che qui c’è una cultura musicale che ha radici storiche.


Dopo aver ammirato il Torrione, l’unico esemplare rimasto delle mura che un tempo circondavano la cittadina (il simbolo della città, perché ricalca la sua storia architettonica e militare) mi sono diretta verso Palazzo Fioroni, dove mi hanno aperto le porte del Museo allestito dalla Fondazione Fioroni. All’interno dell’edificio viene raccontata tutta la storia di Legnago e delle Valli Veronesi, grazie al materiale raccolto da Maria Fioroni, una delle figure di maggior spicco nel panorama culturale veronese del Novecento. Il museo è allestito in quella che un tempo era l’abitazione di Maria, e mi hanno raccontato che negli ultimi anni della sua vita viveva in una piccola stanzina di questo enorme palazzo, perché il resto era occupato dalle sale del museo. Nel 1956, dopo la sua morte, non avendo figli a cui lasciare in eredità i suoi averi, decise di preservare questa grandissima ricchezza storica creando la Fondazione Fioroni e donando al comune di Legnago sia il museo che la biblioteca.

Una storia di una filantropa di altri tempi, che mi ha riempito il cuore di gioia… una persona così è davvero speciale e tutti gli abitanti di Legnago devono essere molto fieri di lei.
Dopo aver concluso il tour del museo, stanca per la giornata passata come sempre a scarpinare, ho cercato un buon posticino dove rifocillarmi e riposare per ripartire l’indomani alla scoperta di altri comuni.

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Federico

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