Tappa 19 – Legnago, dove storia ed eleganza si prendono per mano

Tappa 19 – Legnago, dove storia ed eleganza si prendono per mano

16/01/2018

Anche oggi sono pronta per raccontarvi come è andata la mia giornata durante il mio cammino Su 2 Piedi nella Bassa Veronese.

Questa mattina mi trovavo ancora a Legnago e ne ho approfittato per fare un ulteriore giro per le vie del centro. Per fare colazione mi sono diretta al Teatro Salieri, visto che avevo sentito che al suo interno c’è un bel bar. Quando vado nei bar di paese trovo spesso qualcuno del posto che mi riconosce e che desidera raccontarmi di sua spontanea volontà le storie riguardanti il suo territorio…  

In questo caso l’incontro è stato con il signor Carlo, un uomo innamoratissimo della sua terra, che si è anche proposto, nonostante gli impegni di lavoro, di accompagnarmi per le strade della cittadina per mostrarmi le sue bellezze.

Appena siamo usciti dal bar ho avuto una bella sorpresa: tra il municipio e il teatro Salieri c’è una targa alla memoria di Chico Mendes, un celebre sindacalista e ambientalista brasiliano.

Come sapete io vengo proprio dal Brasile e vedere che qui a Legnago hanno dedicato un simile riconoscimento a un mio connazionale mi ha meravigliato e mi ha fatto molto piacere. Carlo mi ha raccontato che la targa è stata un’iniziativa congiunta tra il comune e il WWF, un omaggio a Chico per la sua lotta contro il disboscamento della foresta amazzonica… Una lotta che gli costò la vita, perché venne ucciso a colpi di fucile davanti alla porta di casa nel 1988.

Dopo aver visto questo piccolo pezzettino di Brasile in Veneto, Carlo mi ha mostrato la casa natale di Antonio Salieri, che nacque qui a Legnago nel 1750. Di essa oggi rimane solo il portale che Maria Fioroni recuperò e che ora adorna la porta di accesso ai musei legnaghesi dal cortile interno.

A pochi passi dall’abitazione c’è il Duomo, risalente all’epoca neoclassica e intitolato a San Martino Vescovo, patrono della cittadina. La facciata esterna mi è sembrata piuttosto semplice, con mattoni a vista, ma Carlo mi ha spiegato che al suo interno si trovano molteplici opere artistiche, tra le quali la pala di San Martino, un dono votivo della comunità legnaghese per la scampata inondazione dell’Adige del 1839.

Vicino al Duomo si trova il Torrione, considerato il simbolo della città. Carlo mi ha raccontato che Legnago ha da sempre svolto un importante ruolo militare e commerciale e che un tempo era interamente circondata da mura bastionate, erette nel Cinquecento durante il dominio della Serenissima. In seguito subirono diversi ammodernamenti prima dai francesi e poi dagli austriaci (quando Legnago faceva parte delle Fortezze del Quadrilatero, assieme a Verona, Peschiera del Garda e Mantova). Il Torrione oggi è l’unico esemplare rimasto di queste mura, demolite nei primi anni del Novecento per far spazio all’espansione del paese.

Quando ascolto le storie legate al passato glorioso dei paesi mi accorgo che le persone che me ne parlano sono giustamente molto orgogliose… questo mi piace molto perché solo ricordando da dove veniamo possiamo capire chi siamo, e andando fieri della propria storia possiamo incrementare il senso di appartenenza alla comunità.

Girando per il centro Carlo ha poi incontrato il suo vecchio amico Attilio, che si è unito a noi per l’ultima parte del tour… Mi hanno mostrato un altro motivo che rende famosa Legnago: è il paese della chiesa senza campanile e del campanile senza chiesa.

Il campanile è l’unica testimonianza rimasta della chiesa della Disciplina, demolita nel 1899 per permettere la costruzione dell’adiacente strada. Alla base del campanile c’è un piccolo altare dedicato a San Rocco, costruito per ricordare la peste del 1630.

Prima di lasciarci, Carlo mi ha confessato un po’ sconsolato che un tempo la città era molto più viva e che negli ultimi anni molti piccoli negozi hanno dovuto chiudere … Da esterna invece mi è sembrata comunque piena di vita e ricca di persone con tanto entusiasmo… inoltre è una cittadina molto elegante, meta ideale per gli appassionati di storia, cultura e tradizioni antiche… ci tornerò sicuramente a fare un salto!

Mentre stavo uscendo da Legnago per dirigermi verso Porto, una sua frazione, ho ricevuto una nuova sorpresa: un mio fan di Facebook mi ha raggiunto direttamente da Lonigo per salutarmi e regalarmi un portafortuna con il simbolo dei Vigili del Fuoco e una confezione di mandorlato, dolce tipico di Cologna Veneta. E’ stato davvero gentilissimo, mi ha lusingato il fatto che si sia preso la briga di farsi un bel pezzo di strada per complimentarsi di persona per la mia iniziativa. Persone come lui ti regalano nel cuore una gioia speciale e ti stimolano a dare sempre il massimo.

Mentre ringraziavo il mio amico, ci ha raggiunto Lucio Salgaro, giornalista di TeleArena, arrivato a Porto di Legnago appositamente per realizzare un servizio sulla mia iniziativa Su 2 Piedi. Il reportage sarebbe andato in onda poi la sera stessa sul telegiornale di Tele Arena… Sono nel veronese da soli due giorni e sia i giornali che le tv locali hanno già parlato del mio cammino… Avanti così!

Questo però non sarebbe stato l’unico appuntamento con i media di oggi… mentre mi dirigevo verso Bevilacqua, mi ha raggiunto in automobile un giornalista di Antenna 3, che mi ha accompagnato negli studi dell’emittente televisiva… Lì ho incontrato Lele Marcassa che, dopo una breve chiacchierata, mi ha proposto di essere ospite nella sua trasmissione “La Zanzega” in onda il mercoledì sera… Ovviamente ho accettato, così domani (17 gennaio) mi potete vedere in diretta sintonizzandovi su Antenna 3 a partire dalle 21:15!

Un successo che non è mio, ma NOSTRO, cioè di tutti voi che mi seguite e che condividete con me i racconti sulla cultura e le tradizioni venete… voi che quando mi trovate lungo la strada mi mostrate le bellezze dei vostri luoghi… voi che vi sentite orgogliosi di essere veneti e volete far conoscere a più persone possibili quanto sia speciale questa regione.

Dopo essermi accordata con Lele Marcassa sono stata riaccompagnata nel punto dove ero stata prelevata, nei pressi di Bevilacqua.

Qui ho dormito all’interno dello splendido Castello di Bevilacqua, un luogo antico risalente al 1336, dove mi sono immersa in un’atmosfera incantata. Ho dormito in una magnifica camera, chiamata Stanza Duchessa, dove mi sono sentita una vera principessa! In bella vista sopra il mio letto c’era persino una corona, che emozione!

Dopo essermi fatta un bagno caldo ristoratore immersa in una bellissima vasca d’altri tempi, mi sono addormentata con una sensazione di totale beatitudine.

 

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Federico

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