Tappa 20 – L’aria dei tempi antichi tra i castelli e le ville della Bassa Veronese

Tappa 20 – L’aria dei tempi antichi tra i castelli e le ville della Bassa Veronese

17/01/2018

Aprire gli occhi la mattina all’interno di una camera principesca di un maniero medievale del 1336 non è sicuramente qualcosa che capita tutti i giorni. Dormire all’interno del castello di Bevilacqua è stata un’esperienza fiabesca, che mi ha messo di buon umore fin dal primo momento.

Sono scesa dalle scale per andare a fare colazione… per arrivare nel salone della sala da pranzo ho avuto bisogno di qualcuno che mi accompagnasse, perchè il castello è davvero enorme… per orientarmi senza guida avrei avuto bisogno di un navigatore satellitare 🙂

Dopo aver fatto una colazione buonissima a base di frutta fresca, ho conosciuto Roberto e Mirese, la coppia sposata che gestisce il castello. Il fatto che questo magnifico posto sia a conduzione familiare contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più rilassata… ovunque si respira l’aria importante dei tempi antichi, ma mi ha colpito molto l’umiltà di loro due.

Mi hanno presentato il loro simpaticissimo figlio Marco, che mi ha fatto da cicerone accompagnandomi in tutte le sale del castello e raccontandomi tutta la gloriosa storia che ha alle sue spalle. E’ un ragazzo molto preparato e si nota la passione per il lavoro e il suo amore per la famiglia, che ha letteralmente salvato questo luogo ricco di fascino e di storia.

E’ stato il nonno infatti a rilevare il castello nel 1990, dopo che per decenni era caduto in rovina in seguito all’incendio del 1966, che ne aveva completamente distrutto gli interni.

Ora invece è un vero gioiello… Marco mi ha mostrato le cantine, che ospitano una collezione di vini del territorio, dove è possibile degustarli assieme ai prodotti tradizionali della pianura veneta. Il profumo dei vini mi ha inebriato i sensi pur non avendo bevuto nemmeno un goccetto… se ci dessi dentro con i goti alle 9 di mattina, dopo chi camminerebbe più?

 

In seguito sono stata nelle sale del ristorante, dove mi sono fatta avvolgere dall’eleganza e dalla raffinatezza tipica del Rinascimento, che solo posti così storici sanno evocare…

All’esterno c’è un giardino pensile, costruito nel Cinquecento e considerato, ad oggi, uno tra i cinque più grandi d’Europa. Ospita una grande varietà di alberi e fiori, due pozzi (uno di questi era usato come via di fuga in casi di emergenza) e una fontana medievale.

Questo castello è proprio un posto fantastico che merita assolutamente di essere visto, ci sono ovunque affreschi, opere d’arte, sculture… è aperto sia ai visitatori che ai turisti e offre laboratori didattici per gli studenti, che qui hanno la possibilità di scrivere in caratteri gotici  con il pennino come facevano i vecchi amanuensi.

Prima di partire ho voluto fare i miei più sentiti complimenti a Roberto e Mirese per quello che hanno realizzato… hanno salvato un luogo importantissimo dal punto di vista artistico e culturale, dove si vivono emozioni d’altri tempi… E’ grazie a persone come loro, che investono e si danno da fare nel territorio, che si promuovono al meglio i luoghi d’eccellenza disseminati per il Veneto. Salutando tutti, ho chiesto alla signora Mirese cosa ci fosse da visitare nel paese di Bevilacqua… lei mi ha immediatamente chiamato il professor Gianni Moro, un uomo di 84 anni che conosce alla perfezione ogni angolo del comune, assicurandomi che mi avrebbe aiutato più che volentieri.

Infatti nemmeno mezz’ora dopo mi sono già incontrata con lui e siamo andati assieme a vedere la Pieve di San Pietro di Tillida, per tutti nota come la chiesa di San Pierin. E’ in stile romanico, molto semplice, ma è molto antica, addirittura più del castello. Risale al 1100 e il dottor Gianni, uomo colto e innamorato della sua terra, le ha dedicato un libro dove ha narrato la sua storia. Mi ha mostrato gli interni, interamente affrescati, che mi hanno sbalordito per la loro bellezza… Mi ha raccontato che, quando era ragazzo, verso la fine degli anni Quaranta, durante la festa di San Pierin la gente andò a ballare sull’aia della casa vicina alla chiesa…  il parroco dell’epoca giudicò il fatto come gravissima offesa alla moralità e se ne andò, non celebrando più le funzioni… Mi ha fatto morire dal ridere questa storia, una testimonianza che aiuta a capire come i tempi siano cambiati…

Dopo aver salutato il gentilissimo signor Gianni, mi sono incamminata in direzione di Minerbe attraverso la campagna… Oggi la giornata era serena e assolata, ma soffiava un vento a dir poco gelido, che mi ha complicato di molto il percorso… Per fortuna quando mi muovo trovo sempre persone che mi salutano e che mi danno la forza di proseguire anche nei momenti più difficili…

Arrivata a Minerbe, mentre stavo camminando nel centro abitato, vedo spuntare davanti a me un ragazzo che mi dice che mi stava seguendo sul sito web. Grazie al segnalatore GPS aveva potuto vedere che stavo percorrendo proprio la strada davanti alla sua abitazione, così si è vestito e si è proposto di mostrarmi le bellezze del paese dove vive. Il suo nome è Silvio Rocchi ed è giovanissimo, un classe 1990, e nonostante la giovane età è un esperto conoscitore di tutto ciò che riguarda Minerbe e ha cominciato a raccontarmi un sacco di storie interessanti.

Siamo andati assieme a vedere la Chiesa di San Lorenzo, che sorge su un’antica piazza del 1300… E’ uno degli edifici sacri più imponenti della zona e mi ha stupito soprattutto per il suo campanile dall’aspetto massiccio. Dentro la chiesa Silvio mi ha spiegato che le colonne sono state costruite con i mattoni a formaggino all’interno e intonaco all’esterno, una tecnica inventata da Palladio nel Cinquecento.

Mi ha poi mostrato il presepe artistico semovente che ha allestito assieme ad altri ragazzi del paese, una vera opera d’arte di cui va giustamente fiero e che mi ha regalato un’emozione sincera. Prima di uscire mi ha fatto notare che sul soffitto, dove campeggia un affresco raffigurante la resurrezione di Cristo, l’artista ha inserito una dedica commovente a sua madre… mi ha confessato quando faceva il chierichetto stava sempre con il naso all’insù a osservarla… che tenerezza!

Siamo passati poi davanti a Palazzo Bighinatus, un caseggiato del Seicento con un’imponente entrata in stile barocco che, come mi ha detto Silvio, aveva lo scopo di stupire e allo stesso tempo intimorire l’ospite. Adesso è un monumento nazionale e sul suo frontespizio è incisa un’espressione latina che recita “in solius Deu honorem et loci decus” (in onore all’unico Dio e al decoro del paese).

In seguito ci ha raggiunto un suo amico, con il quale siamo usciti dal paese per andare a vedere le corti di campagna, dove ci sono numerose ville in stile che appartenevano ai signorotti veronesi e veneziani. Una delle più antiche è la dimora dei conti Buri, in origine Spolverini, che si trova in località Anson, il cui nome rammenta la grande ansa dell’ Adige che vi scorreva in epoca romana. La struttura risale al 1500 e ne fa parte anche una piccola chiesetta dedicata a Sant’ Antonio da Padova.

Corrado, un ragazzo appassionato di fotografia che durante il pomeriggio passato assieme, mentre ero intenta a scoprire il paese, mi ha scattato un sacco di bellissime foto. Era sempre sdraiato per terra, alla ricerca della posizione migliore per i suoi scatti…ha una passione totale per la fotografia e un amore sconfinato per il suo territorio… non gli importava se ci per terra ci fossero erbacce o pozzanghere, quello che conta per lui è il risultato artistico dell’immagine. Un vero fotografo ha sempre i pantaloni sporchi! 🙂

Il sole stava ormai stava tramontando e tra una chiacchiera eravamo quasi arrivati a Isola Rizza…  Qui li ho salutati e ringraziati affettuosamente e ho proseguito da sola per cercare un posto dove dormire, arrivando in un agriturismo alle porte di Oppeano.

Presa una camera, mi sono preparata per andare in diretta televisiva durante la prima serata… come vi avevo anticipato, sono stata ospite della trasmissione “La Zanzega” negli studi televisivi di Antenna 3. Mi sono venuti a prendere e, una volta terminata la diretta, mi hanno riportato indietro a Oppeano. L’esperienza in TV mi è piaciuta molto, ho fatto del mio meglio per spiegare la nostra inziativa Su 2 Piedi davanti alle telecamere, spero di essere stata chiara e di aver raggiunto il maggior numero di persone possibili. Raccontare il Veneto e i veneti mi sta piacendo sempre di più, ogni giorno conosco persone fantastiche, imparo nuove cose e le condivido a tutti coloro che amano questa regione fantastica.

 

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Federico

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