Tappa 22 – Bovolone, arte e artigianato d’eccellenza

Tappa 22 – Bovolone, arte e artigianato d’eccellenza

19/01/2018

La giornata di ieri è stata molto impegnativa ma mi ha permesso di riposare un po’ le gambe, visto che il pomeriggio non l’ho passato come nelle ultime settimane a scarpinare… Questa mattina quindi mi sono svegliata bella pimpante e pronta per rimettermi in marcia per il mio viaggio Su 2 Piedi… la prima tappa della giornata è il paese dove ho passato la notte, Bovolone.

E’ un comune molto grande (16mila abitanti) ed è un centro di riferimento della media pianura veronese, tanto che gli è stato conferito il titolo di città. Prima di visitare le sue piazze e i suoi monumenti, per prima cosa sono passata a salutare degli amici che conosco da una vita… Si tratta di Thomas Pasi e gli altri ragazzi che gestiscono la palestra Gym Tonic… è stato bello vedere le loro facce quando mi hanno vista arrivare con scarponi, zaino e indumenti da camminatrice… di solito erano abituati a vedermi in altre vesti.

Dopo i saluti e qualche foto, mi sono diretta verso il centro città… Per la strada ho osservato molti negozi di mobili, infatti è risaputo che Bovolone rappresenta un centro importantissimo per l’artigianato e per le piccole medie industrie legate alla produzione dell’arredamento, soprattutto per quanto riguarda i mobili d’arte. Passando davanti alla vetrina di Bruno Vicentini però sono rimasta da subito estasiata per la bellezza degli arredi esposti, e sono subito entrata per dare un’occhiata più approfondita.

Dentro la bottega ho così conosciuto il signor Bruno, un uomo di 77 anni innamoratissimo dell’arte, che ha fatto diventare la sua passione un lavoro e che mi ha raccontato i segreti del suo mestiere. Ha iniziato da giovanissimo, andando a lavorare nelle botteghe altrui, e si è presto messo in proprio spinto da un’irrefrenabile vena artistica.  Il suo mestiere è quello di intagliatore, e mi ha raccontato che è un lavoro molto duro e che richiede molta passione… purtroppo oggi sono sempre meno i giovani che intraprendono questa attività.

Più che intagliatore o artigiano, io definirei però il signor Bruno come un vero e proprio artista che produce degli assoluti capolavori… A parole faccio molta fatica a descrivervi la bellezza delle opere che è in grado di creare quest’uomo… non produce semplici mobili ma “omaggi ai mobili che hanno fatto la storia nei secoli”. Il suo obiettivo è replicare con assoluta precisione e fedeltà  i mobili più belli che sono custoditi all’interno di musei o di ville nobiliari sia in Italia che in Europa, per realizzare un pezzo unico che soddisfi il cliente che cerca qualcosa di straordinario.

Mi ha mostrato i suoi lavori, che passano dalla vivacità dei mobili laccati eseguiti in stile veneziano, ad altre opere dall’intaglio ornamentale in stile barocco che mi hanno richiamato uno sfarzo assoluto. E’ stata una gioia per i miei occhi osservare da vicino i suoi lavori, è stato come essere all’interno di un museo, solo che qui non era richiesto il pagamento del biglietto… il signor Bruno è un uomo che trasmette una passione enorme , ho potuto toccare con mano l’amore e la dedizione che ogni giorno da 50 anni mette nei mobili che produce.

Dopo aver salutato e ringraziato Bruno per il tempo che mi ha concesso, sono passata per la piazza centrale di Bovolone, sulla quale si affaccia la splendida chiesa di San Giuseppe. Ha la particolarità di fondere diversi stili architettonici: la facciata è neoclassica, ispirata al rinascimento veneziano; nelle navate si ispira invece a modelli paleocristiani.

Uscendo da Bovolone mi sono diretta verso il comune di Salizzole… mentre camminavo per la strada, quasi giunta in paese, un signore a bordo della sua auto si ferma a pochi passi da me.
Si chiama Ettore, mi ha riconosciuto perché mi aveva vista sul giornale il giorno prima e mi propone di andare a visitare una delle frazioni di Salizzole per raccontarmi la sua storia… Mi ha così accompagnato a Bionde, dove abbiamo fatto una passeggiata tra le numerose ville e corti di campagna che ci sono da quelle parti…

Una delle più suggestive è sicuramente Corte Dominicale Campagna, detta “il Castello“. Ettore mi ha raccontato con orgoglio che si tratta della corte più caratteristica della zona, e mi ha spiegato la sua struttura, composta da uno stabile cinquecentesco con a fianco un torrione merlato e un altro più recente… sono proprio le torri ad aver conferito alla corte l’appellativo di castello.

Ettore, come tante altre persone che sto incontrando in questo mio viaggio, è una persona totalmente innamorata del suo territorio, a tal punto che ha creato una fantastica guida a tutte le bellezze che sono presenti a Bionde… per chi volesse consultarla basta contattarlo all’indirizzo e-mail zeta56@gmail.com .

Mi ha mostrato poi Villa Chiaramonte,  una nobile dimora di campagna, che al suo interno ospita un vasto salone centrale decorato con statue… Mostrandomi un giardino mi ha indicato uno strano rigonfiamento del terreno,  che ho scoperto chiamarsi “giazzara“… un posto dove un tempo veniva deposto il ghiaccio che si formava nei fossi circostanti, dove veniva conservato in caso di bisogno… venivano formati più strati di ghiaccio e di paglia (che serviva come isolante) e attorno c’erano sempre alberi dalle folte fronde per mantenere all’ombra la giazzara. Un sistema molto ingegnoso, non c’è che dire…

Mi ha raccontato che una volta all’anno gli abitanti di Bionde si ritrovano per una festa dove cooperano tutti assieme per dare valore alle bellezze del proprio territorio… organizzano intrattenimenti, balletti nei vari luoghi storici e ognuno può passare nelle proprietà altrui per mangiare qualcosa o solo per salutare e chiacchierare. Questo certifica il forte legame che le persone hanno con il luogo in cui vivono ed è importantissimo che ancora oggi si organizzino eventi che richiamano alle antiche tradizioni… serve a non dimenticarsi chi siamo.
Se ci fosse in ogni luogo una persona come Ettore, così innamorata e così preparata dal punto di vista storico-culturale, sono sicura che il turismo sarebbe ancora più incentivato… il mio obiettivo è dare voce a tutte le persone come lui che incontro lungo il mio cammino.

Dopo aver salutato il signor Ettore ho ripreso la mia strada, per dirigermi verso Isola della Scala… oramai cominciava a essere pomeriggio inoltrato, il sole cominciava a calare… il cielo poco prima del  tramonto è sempre qualcosa di spettacolare, mentre cammino mi piace stare con gli occhi all’insù per contemplare la sua enormità… in queste zone così pianeggianti è uno spettacolo davvero unico, che mi fa sentire come un piccolo puntino nell’universo sconfinato… amo provare queste sensazioni durante i miei viaggi.

Dopo qualche chilometro sono arrivata a Isola della Scala,  dove la sera mi sono incontrata con Miriam Ritondi… un’amica conosciuta durante i miei precedenti i cammini, che mi ha raggiunto da Bergamo per accompagnarmi durante il weekend.

Siamo andate assieme ad altri due amici a cena fuori e abbiamo passato una piacevole serata… nel diario di domani vi racconterò sia di lei che dello storico comune di Isola della Scala.

 

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Federico

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