Tappa 25 – Dove un tempo c’erano boschi, lupi e castelli

Tappa 25 – Dove un tempo c’erano boschi, lupi e castelli

22/01/2018

Oggi mi sono trovata di prima mattina con Mattia, il ragazzo conosciuto la sera precedente e con il quale ho passato una piacevole serata. Nonostante la sua giovane età (è un classe 1994) conosce alla perfezione ogni angolo del suo paese, del quale è completamente innamorato.

Non ho mai visto finora un giovane così preparato dal punto di vista storico – culturale sulla realtà del suo territorio… questa cosa mi ha stupito molto, sono rimasta a bocca aperta mentre lo sentivo parlare. Mi seguiva attraverso i social fin dai miei primi passi del viaggio Su 2 Piedi, e appena ha scoperto che sarei passata per San Giovanni Lupatoto mi ha subito contattato proponendosi di mostrare e raccontare in prima persona le bellezze di questa cittadina. Questo mi fa doppiamente piacere, perché significa che la mia iniziativa sta riuscendo nel suo intento, quello di incentivare le persone alla riscoperta del proprio territorio e a raccontare le bellezze che racchiude.

Insieme siamo andati a fare quattro passi per le vie del centro, dove mi ha mostrato la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, conosciuta in paese come “la ciesa granda”… in effetti la sua struttura è davvero imponente, la facciata non è antichissima ma il resto della chiesa risale intorno al 1500.

Il nome San Giovanni Lupatoto mi ha sempre incuriosito… grazie a Mattia ho scoperto che l’origine del nome è abbastanza incerta ed esistono diverse ipotesi…

Il termine lupatoto potrebbe derivare da “lupi ad totum” (lupi dappertutto), vista la presenza un tempo di boschi selvatici infestati da lupi; oppure potrebbe indicare le numerose risorgive presenti (lava toto); o ancora riferirsi alla lupia, un’erba presente nelle zone paludose. Fatto sta che lo stemma comunale riprende la figura di un lupo in posizione araldica.

Mattia per quel che riguarda questi luoghi è come un’enciclopedia ambulante… mi ha raccontato che San Giovanni Lupatoto nacque dall’unione di varie contrade della Paquara tra il 1300 e il 1400 e che la sua piazza principale, piazza Umberto I, è  la più grande della provincia di Verona…

Tra un racconto e l’altro siamo arrivati nei pressi del parco Pontoncello, un’oasi naturale che si sviluppa lungo il fiume Adige e che ha un’estensione di 350 mila metri quadrati di terreno, suddivisi tra i comuni di San Giovanni Lupatoto, Zevio e San Martino Buon Albergo.

Appena prima di entrare nel parco Mattia mi ha mostrato la cosiddetta “casa bombardà”, un vecchio edificio austriaco raso al suolo per metà… questo per un fatto risalente alla XX guerra mondiale, quando i soldati tedeschi vi si nascosero all’interno e gli americani, venuti a conoscenza di ciò, aprirono il fuoco dei cannoni.

Il parco del Pontello è un paradiso della biodiversità e conta di sentieri percorribili a cavallo, a piedi o in bicicletta… Mattia, per proseguire il mio viaggio, mi ha consigliato proprio di camminare lungo uno di questi percorsi, che collega San Giovanni Lupatoto a Mantova, passando per Valeggio sul Mincio. Siccome per la mia tappa di oggi il punto di arriva era Villafranca di Verona, ho accettato di buon grado il consiglio…

Ho così salutato il mio amico Mattia, non prima di averlo ringraziato moltissimo per tutte le cose che mi ha insegnato… mi sarebbe piaciuto rimanere di più, ma il tratto da percorrere oggi è abbastanza lungo e per farlo a piedi serve prendersi il tempo necessario.

Anche oggi durante il cammino ho incontrato molte persone che mi hanno salutato e che mi hanno fatto i complimenti per l’iniziativa… ricambio sempre con molto affetto i saluti e desidero far sapere a tutti che siete voi che mi date la forza di proseguire passo dopo passo in questa mia avventura… non dimenticatelo mai.

Mentre percorrevo la mia strada, il sindaco di Castel d’Azzano, che mi segue su Facebook, mi ha contattato per propormi di passare dal suo comune per fare quattro chiacchiere. Ovviamente ho accolto l’invito, mi fa sempre molto piacere quando le istituzioni si muovono in prima persona per propormi di raccontare il loro territorio, significa che hanno capito l’importanza di raccontare e comunicare attraverso i nuovi media.

Arrivata a Castel d’Azzano sono quindi stata accolta dal sindaco Antonello Panuccio, che mi ha portato subito a conoscere  il monumento principale del paese, nonché quello da cui deriva il nome stesso.

Villa Violini Nogarola, detta anche Il Castello, fu interamente rifatta all’inizio del XIX secolo da un architetto ticinese Simone Cantoni, su un’opera precedente risalente all’insediamento dei conti sul territorio. Il sindaco mi ha raccontato la sua storia: era dotata di uno splendido parco pieno di risorgive, ma ci fu poi un lento declino culminato con la destinazione della villa a carcere militare per i prigionieri di guerra durante la prima guerra mondiale.

Attualmente una parte della villa è stata restaurata e ospita il municipio e tutti i suoi uffici, la sede della polizia municipale e la biblioteca. Anche Castel d’Azzano, paese che prima conoscevo solo come luogo di passaggio tra grandi vie di comunicazione, nasconde moltissime bellezze e questo serve a ricordarsi di non dare mai nulla per scontato… ogni posto del Veneto merita di essere conosciuto in maniera più approfondita proprio per questo.

Una volta salutato e ringraziato  il sindaco mi sono incamminata nuovamente verso Villafranca…dopo qualche tempo ho avvistato in lontananza il suo castello, che mi ha permesso di capire che ero in dirittura d’arrivo… Queste sono sempre belle sensazioni, soprattutto quando si sono percorsi più di 40 kilometri… il mio fisico però ha retto bene anche oggi, evidentemente mi sto abituando sempre di più a percorrere distanze maggiori ogni giorno che passa… bene così!

Osservando il cielo mi sono goduta l’ennesimo tramonto da favola di questi ultimi giorni… questa volta a rendere il tutto più scenico ci ha pensato il fiume Tione dei Monti, grazie alla rifrazione dei raggi solari sulla superficie dell’acqua.

Una volta entrata in paese, ho cercato un posto dove riposare, pronta a raccontare domani le bellezze di questo comune, famoso soprattutto per il suo magico Castello…

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Federico

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