Tappa 26 – Tra arte, nodi d’amore e dolci colline

Tappa 26 – Tra arte, nodi d’amore e dolci colline

23/01/2018

Questa mattina mi sono svegliata bella riposata a Villafranca di Verona e già di prima mattina mi sono messa a girare per il suo centro storico… E’ una cittadina magnifica ed è molto estesa: è infatti il secondo comune per numero di abitanti della provincia.

Per prima cosa sono andata ad ammirare il Duomo, che si trova giusto in mezzo al corso Vittorio Emanuele II e costituisce, dopo il castello, il più importante monumento del paese. L’edificio, risalente al diciottesimo secolo, è davvero imponente ed è pressoché identico alla chiesa del Redentore di Venezia che ho visitato tre settimane fa… Al suo interno sono custodite opere di immenso valore, come la Sacra Famiglia con san Giovannino, del pittore veronese Domenico Brusasorzi.

Per la strada ho poi incrociato due simpatiche signore che mi hanno riconosciuto per avermi visto in televisione, sul telegiornale di Telenuovo… siamo andate assieme in un bar dove abbiamo fatto quattro piacevoli chiacchiere e dove mi hanno gentilmente offerto un caffè…

Proseguendo per il corso sono poi arrivata davanti al monumento più famoso di Villafranca, il Castello ScaligeroÈ stato costruito nel 1200 e a partire dal XIV secolo entrò a far parte della cinta muraria nota come Serraglio, eretta dagli Scaligeri.

Le guerre in epoche successive lo distrussero quasi completamente ma fu ricostruito grazie all’impegno della SerenissimaIl castello è così bello che mi ha lasciato a bocca aperta, sembra uscito da una fiaba medievale…

La tabella di marcia di oggi era abbastanza serrata quindi dopo aver visto il Castello ho cominciato a incamminarmi verso Valeggio sul Mincio

Attraversando le campagne intorno a Villafranca mi sono accorta di quanta bellezza ci sia anche nelle campagne di queste zone, ricche di alberi e frutteti…

Arrivata a Valeggio mi sono incontrata con Vania, una ragazza innamoratissima del suo paese, che si è proposta di raccontarmi le bellezze e la storia del suo territorio.

Per prima cosa siamo passate attraverso il Parco della Rimembranza, dedicato ai caduti della prima guerra mondiale di questa zona, che sono stati oltre 170… Il parco è ricco di alberi di cedro e nel suo centro si trova un monumento in splendido marmo della Valpolicella dal colore rosato… Mi colpisce vedere come in tantissimi comuni ci siano doverosi omaggi a chi ha versato il sangue in nome della Patria… a mio parere sono utili sia per non dimenticare le crudeltà delle guerre ma anche per insegnare alla nuove generazioni a non ripetere gli stessi errori che hanno portato queste devastazioni in passato…

In seguito Vania ha mostrato la Chiesa di San Pietro in Cattedra, eretta nel 1753 sui resti di una chiesa del ‘600…

La sua particolarità è quella di non essere mai stata completata; la facciata esterna, secondo il progetto originale, avrebbe dovuto essere completamente rivestita di marmo bianco, ma per mancanza di fondi venne lasciata così come la vediamo ora… secondo me in questo modo la chiesa ha acquisito un maggiore fascino, ha un aspetto unico e particolare, che mi ha davvero rapito lo sguardo…

Vania mi ha raccontato che la mattina del 21 gennaio 1977 la Torre Grande, che faceva parte dell’opera militare d’epoca feudale chiamata il ” serraglio veronese” (come il castello di Villafranca) e che fu poi convertita a campanile della chiesa, crollò su se stessa, per fortuna senza mietere vittime…

Dopo il crollo si recuperarono solo le campane e di recente sono state posizionate su una struttura metallica assemblata attorno ai ruderi della torre… una soluzione che mi è piaciuta moltissimo e che regala un grande effetto scenico…

In seguito io e Vania siamo passate davanti al municipio, dove per le festività di Natale il comune ha inserito sulle finestre dei ritagli dei dipinti di Giotto contenuti nella Cappella degli Scrovegni di Padova… il risultato è bellissimo ed è diverso dai soliti addobbi natalizi…lo avrei ammirato per ore.

Dopo aver fatto un giretto siamo andate a vedere il Castello Scaligero di Valeggio… Ha lo stesso nome di quello di Villafranca, dal momento che faceva parte sempre delle strutture difensive erette dai Signori di Verona… E’ posizionato sulla sommità di una collina dalla quale domina tutta la valle del Mincio ed è, come l’altro castello, un monumento sontuoso e magnifico, fortemente medievale, ricco di torri merlate e dall’indubbio fascino.

Vista l’ora Vania mi ha poi proposto di assaggiare il piatto per eccellenza di Valeggio sul Mincio, i tortellini (qui chiamati “nodi d’amore”)… Ho accettato volentieri l’invito e li ho gustati con estremo piacere…

Grazie a Vania ho scoperto anche che ogni anno, il terzo martedì di giugno, nella piccola frazione di Borghetto sul Mincio (riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia) si tiene una cena da Guinnes dei Primati. Si chiama Festa del Nodo d’Amore e viene organizzata dall’Associazione dei Ristoratori di Valeggio sul Mincio… sul Ponte Visconteo viene preparata una tavolata di oltre mille metri, dove vengono serviti 600 mila tortellini a migliaia di invitati che arrivano per l’occasione da tutta Europa.

Un’idea davvero fantastica, che dà visibilità e contribuisce a far conoscere nel mondo le eccellenze gastronomiche venete e la creatività di cui i veneti sono capaci. E brava Valeggio!

Dopo aver ringraziato e salutato Vania per la sua disponibilità, mi sono di nuovo incamminata per dirigermi verso Sona, dove la signora Patrizia mi stava aspettando con ansia… erano giorni infatti che mi scriveva sui social, invitandomi a passare nel suo paese…non potevo certo deluderla!!

Mentre attraversavo le campagne, alcuni automobilisti mi hanno chiesto se volessi un passaggio… rimangono stupiti dal fatto che io viaggio su 2 piedi… ma questa è la mia missione e spero di ispirare tante altre persone a fare lo stesso 🙂

Arrivata a Sona mi sono trovata quindi con Patrizia, che per l’occasione aveva contattato tutte le istituzioni del comune per avvisare del mio arrivo… sono stata così accolta dal sindaco Gianluigi Mazzi, che mi ha ospitato in municipio con tutta la giunta… erano tutti felicissimi del fatto che passassi nel loro comune e sono stati molto gentili e desiderosi di mostrare le bellezze che il loro territorio ha da offrire.

Mi hanno raccontato che a Sona, che si trova a metà strada tra Verona e il Lago di Garda, ci sono moltissime ville di pregio…il terreno si sviluppa tra dolci colline e le colture di viti, cereali e frutteti sono di grande effetto paesaggistico.

Nelle colline della zona sono rimaste testimonianze di epoca preistorica, in particolare sono stati rinvenuti oggetti in bronzo, strumenti di selce e alcune ceramiche risalenti al neolitico… Il comune ha istituito il Museo Civico, intitolato ad Attilio Fedrigo, che presenta una collezione privata composta da fossili di grande bellezza e importanza.

Dopo qualche chiacchierata siamo andati tutti assieme nelle sale che ospitano l’Università Popolare, dove il comune organizza corsi di diverse tipologie aperti a tutti… nella nostra visita ho potuto vedere all’opera le persone durante il laboratorio di ceramica… è stato bello vedere che le istituzioni si adoperano per promuovere arti che hanno storie secolari…

In seguito mi hanno portato ad ammirare Villa Trevisani Calderara, un edificio stupendo immerso nel verde di un parco secolare… Costruita nell’Ottocento da una nobile famiglia, oggi è di proprietà comunale ed è sede della scuola materna statale.

 Il suo parco è un qualcosa di eccezionale e salendo la stupenda scalinata che conduce alla villa con la luce del sole al tramonto, mi sembrava di essere immersa in un’aura di magia che mi risulta difficile descrivere a parole.

Dopo aver salutato e ringraziato la signora Patrizia, il sindaco e tutti gli assessori, mi sono diretta verso Sommacampagna, visto che l’oscurità stava prendendo il sopravvento e la stanchezza stava facendosi sentire.

Arrivata in paese ho conosciuto Piergiorgio, una persona speciale che mi ha ospitato per la notte nel suo agriturismo Cà GiuliettaUn posto che mi ha colpito subito per la sua pulizia e i suoi profumi di cose buone e genuine, che mi ha avvolto nella realtà della vita di campagna. Piergiorgio poi è un uomo appassionatissimo del suo lavoro e che cura con amore ogni aspetto della struttura…

Mi sono quindi rilassata nella mia camera e mi sono addormentata beata, pronta domani a ripartire per la mia avventura Su 2 Piedi.

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Federico

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