Tappa 28 – Bussolengo, il paese delle rose e degli innamorati

Tappa 28 – Bussolengo, il paese delle rose e degli innamorati

25/01/2018

Questa mattina mi sono svegliata in casa della famiglia di origini brasiliane che mi ha gentilmente ospitato per la notte… neanche il tempo di aprire gli occhi e la piccola Maia, la bambina di due anni e mezzo, mi stava già abbracciando affettuosamente. Lei è un piccolo angioletto di una dolcezza infinita, si è subito legata a me in maniera pazzesca… mi ha regalato una forte emozione già di prima mattina, e questo mi ha fatto iniziare nel modo migliore la giornata…

Dopo aver salutato Maia e aver ringraziato la sua splendida famiglia, mi sono diretta verso il Municipio di Bussolengo, dove mi stava attendendo la sindaca Maria Paola Boscaini. Passeggiando per le strade sono finita nel bel mezzo del mercato settimanale del paese, che si svolge proprio di giovedì…

le bancarelle sono tantissime e sono disposte per un’ampia area del centro storico… E’ uno dei più importanti mercati della provincia di Verona e già di prima mattina c’era un elevato via vai di persone.

Arrivata in municipio sono stata accolta con molto calore dalla sindaca: anche qui, come nella vicina Sommacampagna, c’è una donna a ricoprire la carica istituzionale più importante del comune, cosa che mi ha fatto molto piacere…

Maria Paola Boscaini è una persona della quale resti ammaliata fin dal primo incontro, ho subito percepito la passione totale per il suo paese… è una donna che vive 24 ore al giorno pensando a lavorare sodo per creare valore e per valorizzare l’economia del suo territorio. Mi seguiva sui social già da molto tempo, visto che fin da subito ha compreso il valore della mia iniziativa Su 2 Piedi… ci teneva molto ad incontrarmi e la cosa mi ha lusingato, semmai sono io a essere onorata nell’incontrare la persona più qualificata per farmi raccontare le bellezze e le tradizioni del luogo…

La sindaca mi ha raccontato la storia che più caratterizza questo magnifico comune lambito dal fiume Adige…quella del suo santo patrono (San Valentino) e delle vicende che lo legano a uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi.

Si tratta della ricostruzione storica del giornalista Arnaldo Casali, laureato in storia medievale… una storia davvero affascinante e che mi lasciato incantata. Ve la racconto, perché merita davvero… A Bussolengo sorge una bellissima chiesa del 1300 intitolata proprio a San Valentino, che ospita affreschi raffiguranti i poteri taumaturgici del Santo. La storia riportata nel libro del Casali, descrive la vita del Santo che da pagano si converte alla religione cristiana e per questo è costretto a pagare il prezzo più alto: la perdita della sua amatissima moglie Silvia, figlia di un importante funzionario dell’impero, che lo fa incarcerare.

Nel corso del loro ultimo incontro, Silvia regala a Valentino una rosa di pietra (comunemente conosciuta come “rosa del deserto”) perché si ricordi per sempre del loro grande amore, che come quella rosa non appassirà mai… Questa rosa sorregge Valentino nelle grandi prove subite a causa della sua conversione tenendo viva la memoria di Silvia. La rosa viene conservata da Valentino fino alla sua morte per decapitazione e lo accompagna anche nella sepoltura. Durante le invasioni barbariche, però, la tomba del santo viene profanata e la rosa messa in salvo da un fedele che la nasconde in una chiesa del Nord Italia.

Alla fine del 1500 William Shakespeare, che vive anch’esso un amore tormentato con sua moglie Anne, durante un viaggio a Verona si imbatte casualmente a Bussolengo nella chiesa di San Valentino, dove trova una misteriosa lapide che promette la sapienza dell’amore eterno a chi scoprirà il segreto del santo.

L’iscrizione riporta un indovinello in latino: il segreto dell’eterno amore è conservato in una “nave (navem) senza poppa e senza prua”. Si mette quindi alla ricerca dei resti di una nave romana, prima nei pressi dell’Adige poi all’interno dell’Arena di Verona, ma le sue ricerche sono vane. Finalmente si rende conto che è nella lapide stessa che si trova la soluzione: l’indovinello si apre infatti con la scritta AVE e capisce che quella parola è la soluzione dell’indovinello (“n AVE m senza poppa e senza prua, cioè senza la prima e l’ultima lettera).

Abbattuta la lapide con un piccone, trova dietro di essa una nicchia in cui è custodita la Rosa di Valentino e una pergamena che ne spiega l’origine, aggiungendo che solo restituendo al Santo la sua rosa si potrà ottenere la sapienza dell’eterno amore.

Adempiuta quindi la sua missione, William Shakespeare assume la sapienza dell’eterno amore: si riconcilia con la moglie e diventa il più grande scrittore d’amore di tutti i tempi. E sarà proprio lui a trasformare il vescovo ternano nel Santo dell’Amore. Per non incorrere nelle ire dei sovrani inglesi, protestanti, Shakespeare nasconde episodi della vita di San Valentino nei suoi capolavori, e ne divulga la leggenda in modo anonimo. Grazie a Shakespeare, a partire dall’Inghilterra si diffonde così in tutto il mondo il culto di San Valentino come patrono degli innamorati e della rosa come simbolo stesso dell’amore

Una storia bellissima, vero? E’ incredibile pensare come la festa degli innamorati e l’intera simbologia che conosciamo tutti la dobbiamo proprio al paese di Bussolengo… un comune in provincia di Verona che grazie a questo è famoso nel mondoLa sindaca mi ha raccontato infatti che ogni anno, da più di tre secoli, si tiene in paese la fiera di San Valentino, dal 10 al 14 febbraio… una tradizione che richiama sempre migliaia di visitatori.

Il comune di Bussolengo ha creato anche un progetto di promozione territoriale, “La Rosa di San Valentino”, per valorizzare le aziende del territorio…a maggio, in piazza piazza XXVI Aprile, si svolge un evento in suo onore, la Festa delle rose. Deve essere bellissima, io amo tantissimo i fiori, tornerò per forza da queste parti a maggio per parteciparvi anch’io!

Il fiore degli innamorati per eccellenza è infatti il simbolo di questo paese e l’artista del ferro battuto Simone Scapini ha creato un’opera, chiamata “Essenza”, che richiama tutto questo… è stata creata come omaggio per il paese francese Roquemaure, con cui Bussolengo è gemellato, e rappresenta la sua completa apertura al turismo.

Ho potuto ammirare la scultura di Simone dal vivo, visto che ho avuto la fortuna di imbattermi nella sua presentazione davanti alle telecamere di Telenuovo… mi è piaciuta molto perché l’ho trovata semplice ma d’impatto, racchiude in se l’idea dei petali di una rosa ma richiama allo stesso tempo il movimento delle ali di una farfalla, a simboleggiare la rinascita e la crescita continua di questo paese.

Toccandola ho potuto sentire i colpi delle martellate con cui Simone ha plasmato il ferro, che lasciavano trasparire il suo sentimento e la sua creatività.

Dopo aver ringraziato e salutato la sindaca per la disponibilità e per tutte le storie bellissime che mi ha raccontato, sono ripartita alla volta di Pescantina, che si trova appena al di là del fiume Adige…Mi è bastato attraversare il ponte ed eccomi arrivata in un altro comune… magari fosse sempre così semplice 😀

Il fiume forma qui una piccola ansa e l’intero paese sembra avvolto dalle sue acque, formando scenari spettacolari lungo le sue sponde… Ho voluto fare una diretta per mostrare ai miei amici di Facebook la bellezza di questi luoghi e mentre tenevo in mano il cellulare ho notato che c’era una ragazza davanti ad un bar che mi fissava un po’ perplessa… In effetti quando faccio le dirette per chi mi osserva dal vivo potrei anche sembrare un po’ pazza eheh… Ho subito tranquillizzato la ragazza, che si chiama Carmen, sulla mia sanità mentale e sono entrata a bere qualcosa all’interno del bar dove lavora, l’Urban … ha una terrazza che dà sull’Adige con una vista fantastica… mi è piaciuto passare un po’ di tempo con lei, mi ha raccontato un po’ di cose interessanti su Pescantina

Dopo essermi rimessa in moto sono passata davanti al duomo di San Lorenzo, la chiesa principale del comune. La maestosità delle dimensioni unita all’eleganza delle forme lo rendono uno dei più significativi esempi di architettura sacra del ‘700 nel territorio veneto…

Uscita dal paese cominciava a farsi tardi e mi sono ritrovata a vagare per le strade di campagna nei pressi di San Pietro in Cariano con un buio pesto… a me non piace per niente ritrovarmi sola con l’oscurità come unica compagna di viaggio, fortunatamente avevo con me una torcia e il telefono in mano per non smarrire la strada…

Mi sono diretta all’Agriturismo Dimora del Bugiardo, di proprietà dal mio carissimo amico Mariano Buglioni… Il nome del posto ha una storia molto simpatica: Mariano è un famoso viticoltore della Valpolicella (una delle zone più rinomate al mondo per la produzione di vini di qualità) che gestisce la cantina Buglioni, dove producono i tipici vini della zona, tra cui il Ripasso (il mio vino preferito)…. Anni fa, assaggiando una sua bottiglia di Ripasso, un somelier si complimentò per le sue caratteristiche e per la sua incredibile bontà, confondendolo però per un Amarone…Informato che non si trattava di un Amarone bensì di un Ripasso, la sua esclamazione di stupore fu: “se non è un amarone, allora è un vino bugiardo“…

Il padre di Mariano colse con un sorriso l’esclamazione e decise di chiamare il Ripasso “Il Bugiardo”, facendolo diventare così il simbolo della cantina e dell’agriturismo… Geniale no?

Beh, dopo essere arrivata nel luogo dove avrei passato la notte e avere cenato in ottima compagnia, mi sono addormentata pronta per scoprire assieme a voi domani i fantastici luoghi della Valpolicella! Spero di non ubriacarmi, ma sarà difficile… 🙂

 

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Federico

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