Tappa 29 – Valpolicella, dove il vino è un’opera d’arte

Tappa 29 – Valpolicella, dove il vino è un’opera d’arte

26/01/2018

La mattina mi sono svegliata nell’Agriturismo Dimora del Bugiardo, di proprietà del mio amico Mariano Buglioni… è un luogo davvero incantevole e, per la prima volta durante la mia avventura Su 2 Piedi, ho deciso che mi fermerò più di una notte a dormire nello stesso posto… Questo perché la zona in cui mi trovo è magnifica e merita di essere scoperta in ogni sua peculiarità.

Sto parlando ovviamente della Valpolicella, la zona collinare che precede l’inizio delle Prealpi veronesi…rinomata fin dai tempi di Roma antica, è una terra famosissima in tutto il mondo per la sua produzione di vini… le sue viti infatti producono alcuni tra i più apprezzati vini italiani, come l’Amarone, il Valpolicella o il Recioto

La Valpoliceela però non è solo vino… dal punto di vista architettonico, il suo paesaggio è adornato di ville venete di grande pregio ed è abbellito da capitelli, chiesette, pievi, contrade e corti, che arricchiscono il territorio con testimonianze di secoli di storia… è davvero un posto magico. 

Di prima mattina sono andata a trovare un carissimo amico che conosco da molti anni, Paolo Fornaser, nella sua azienda vinicola Montefastino, in località Bure, nel comune di San Pietro in Cariano… Sono già stata da lui varie volte durante eventi organizzati, ma questa è la prima volta in assoluto che sono andata a vedere i vigneti, dove nasce l’uva con cui produce i suoi fantastici vini.

Una volta arrivata ho trovato Paolo intento a lavorare nei campi a bordo del suo trattore… è una persona eccezionale e un lavoratore instancabile… la cosa che mi ha sempre colpito di lui e di altri coraggiosi produttori della Valpolicella è soprattutto la loro umiltà e la loro semplicità: nonostante siano proprietari di aziende così importanti e rinomate a livello internazionale, hanno mantenuto i valori tipici dei veri veneti e ogni giorno lavorano con le proprie mani

Mani da lavoratori che mi hanno impressionata così tanto da osservarle più volte… mani che esprimono una forte passione, mani di persone coraggiose che lavorano duramente per raggiungere e mantenere l’eccellenza nei loro prodotti, senza associarsi ad una cantina sociale per incrementare il guadagno.

L’azienda di Paolo Fornasier è una tradizione di famiglia, che lui e i suoi fratelli portano avanti giorno dopo giorno anche per omaggiare la figura del padre… 

Il padre di Paolo era un maestro di scuola e negli anni ‘50 – ’60 andava, durante i pomeriggi di tempo libero, a coltivare la vigna del nonno nella cantina storica di Monte Faustino… il suo sogno era quello di trasformare la sua passione in un lavoro per i figli.

Per ricordarlo i suoi figli hanno creato l’etichetta La cantina del Maestro, dedicando al padre che iniziò a vinificare per passione una speciale linea di bottiglie di assoluta qualità, che ottiene ogni anno punteggi altissimi dagli esperti del settore.

Paolo mi ha mostrato con orgoglio i suoi vini, dai nomi così particolari… il Maestro  è l’Amarone, il Primo della Classe il Recioto, il Ripetente il Ripasso, il Genio il Valpolicella… e c’è pure la grappa di amarone, il 10 e Lode. I vini tipici della zona che prendono il nome del maestro e dei suoi alunni: un simpatico abbinamento con i personaggi della classe scolastica tipo… L’ho trovata un’idea geniale e un giusto omaggio al proseguimento della tradizione famigliare… 

Paolo mi ha mostrato la cantina storica, dove venivano raccolte le prime uve prodotte dai Fornaser a inizio Novecento…entrando in questo stabile, che un tempo era l’abitazione della famiglia, mi sono sentita immersa in un’atmosfera genuina, dove ho respirato il profumo del tempo e della tradizione, gli ingredienti principali, assieme all’uva, per realizzare un vino eccellente… Nell’ambiente restaurato in armonia con la storia contadina locale, ho ammirato  gli attrezzi e gli oggetti d’epoca e mi sembrava di essere in un museo

Quando mi ha portato nella sala di appassimento dell’uva non ho resistito ad assaggiare qualche chicco, di una bontà e dolcezza infinita… il profumo mi inebriava i sensi e purtroppo non riesco a descriverlo a parole… dovete venire da queste parti per capire fino in fondo!

Dopo avermi mostrato la sua azienda Paolo mi ha raccontato qualche altra caratteristica della zona denominata Valpolicella classica… ho scoperto che la produzione di vini di alta qualità è favorita dalla sua felice posizione collinare, da un terreno prevalentemente calcareo e da un clima temperato e mite…

Come una mano stende le sue cinque dita, così la Valpolicella scende alla pianura lungo cinque percorsi paralleli, donando agli omonimi vitigni caratteristiche leggermente diverse grazie a microvariazioni climatiche e territoriali… Una terra baciata dalla grazia insomma, un luogo così emozionante e affascinante che mi piacerebbe poterci passare intere settimane per scoprire ogni suo più piccolo segreto…

Dopo aver ringraziato e salutato l’amico Paolo, mi sono diretta verso quella che viene considerata una delle chiese romaniche più belle della provincia di Verona, la Pieve di San Floriano… Mi hanno detto che ci sono documenti storici che menzionano la sua esistenza già a partire dall’anno 905… è davvero antichissima e fu edificata sul luogo dove prima sorgeva un cimitero pagano, come testimonia il numeroso impiego di marmi e pietre romane…

Questo mi ha dato un’ulteriore dimostrazione su quanta storia contenga questa meravigliosa terra, ricca non solo di vigneti, ma anche di arte e di cultura… non a caso i confini della Valpolicella furono delimitati ancora ai tempi dei romani, che amavano le caratteristiche uniche di questa zona…

Dopo la visita alla chiesa sono passata in una lavanderia a gettoni, dove spesso mi fermo per lavare gli indumenti con cui viaggio, per essere sempre fresca e pulita… lì ho incontrato una simpatica coppia originaria della Romania che mi ha raccontato la sua storia… Si chiamano Nicoletta e Patric e sono sposati da 32 anni, vivono in Valpolicella e fanno i camionisti trasportando frutta e verdura… mi ha fatto molto piacere scambiare quattro chiacchiere con loro, è bello vedere persone di origine straniera che sono innamorate del territorio e che si sono integrate in maniera perfetta alla cultura locale…

Verso sera, sono ritornata da Paolo dove mi aspettava una giornalista de L’Arena, mi ha fatto molto piacere incontrarla perché non solo mi ha ascoltata in modo eccezionale ma ha
anche parlato in modo magnifico del suo territorio, questo nel mio percorso è molto importante perché mi aiuta a promuovere la mia iniziativa.

La sera sono poi ritornata nella Dimora del Bugiardo, ho fatto una doccia e mi sono recata alla Locanda, dove ho mangiato un ottimo risotto all’ Amarone…

Lì ho incontrato il mio amico Mariano Buglioni, che ho abbracciato con immenso piacere: un amico che conosco da più i 14 anni… per lui ho lavorato come cameriera, quindi ha visto la mia crescita personale/ professionale .Il mio amico nonostante abbia in giro delle locande conosciute come l’ Osteria del Bugiardo è davvero umile ed eccezionale. Vi consiglio di andare nelle sue locande perché il 30% della sua produzione di vino viene lì consumata ed inoltre potrete degustare gli affettati che Mariano produce: prodotti genuini che danno valore al territorio.

Che dire…… una serata magica per una giornata fantastica e domani mi alzerò per una nuova avventura.

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Federico

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