Tappa 31 – Valpolicella : vini, arte, natura e persone speciali

Tappa 31 – Valpolicella : vini, arte, natura e persone speciali

28/01/2018

La mattina mi sono svegliata al B&B Veranda a Parona di Valpolicella, dove sono stata ospite di Enrico Brendolan, il ragazzo che ha creato il magnifico progetto Valpoliterra che vi ho raccontato ieri… ho dormito all’interno di una splendida casa del Settecento, arredata con estrema eleganza e cura dei dettagli, che si trova a 60 metri dal fiume Adige

Una volta in piedi, mi sono messa a fare quattro chiacchiere con lui… mi ha raccontato un po’ di storie riguardo l’edificio che ora ospita il B&B…

Un tempo questa era la farmacia del nonno (o meglio, la drogheria, al tempo non esistevano i farmaci come li intendiamo adesso)… Per questo motivo suo nonno, come tutti gli speziali, produceva i suoi preparati medicinali in casa, nel suo laboratorio… Enrico mi ha mostrato l’antico ricettario, risalente ai primi anni del Novecento, dove il nonno scriveva i principi attivi dei preparati… Mi sono emozionata mentre sfogliava le ricette scritte più di cento anni fa da suo nonno in persona, i cimeli di famiglia tramandati di generazione in generazione servono a mantenere vivi i legami con le persone grazie alle  quali esistiamo…

Dopo questa parentesi, mi sono preparata per andare a scoprire per l’ultimo giorno la magnifica zona della Valpolicella, di cui mi sono letteralmente innamorata… Sono quindi uscita dal B&B assieme ad Enrico, che mi ha avrebbe accompagnato per l’intera giornata del mio viaggio Su 2 Piedimentre passeggiavamo per le strade di Parona, siamo andati da un edicolante a prendere il giornale dove c’era l’articolo che parlava del mio passaggio per la Valpolicella

Ho letto tutto l’articolo d’un fiato e con grande piacere, la giornalista Camilla Madinelli è riuscita veramente a mettere nero su bianco i miei veri sentimenti e le mie sensazioni… ha lasciato trasparire tutta l’energia e l’amore che ogni giorno metto per questo progetto.

Io ed Enrico ci siamo diretti verso Monte, una frazione del comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella… dalla località Grola c’è un sentiero che porta dritti a questo piccolo paesino che sfiora la Lessinia, attraverso i fantastici paesaggi naturali tipici di queste zone…

La giornata dal punto di vista metereologico era fantastica, ho avuto la fortuna di essere stata baciata dal sole per tutto il tragitto e il cielo era così terso che mi permetteva di osservare i meravigliosi panorami fino all’orizzonte…

Durante il percorso Enrico mi ha raccontato tantissime storie interessanti su Parona, che un tempo era un importante porto lungo il fiume Adige… i barcaioli che trasportavano le renghe che si fermavano a dormire a Parona pagavano l’alloggio alle “parone” delle locande direttamente con le renghe e queste poi le cucinavano e le rivendevano o le servivano nel proprio locale… Poi ci siamo intrattenuti nuovamente a parlare dei produttori del vino della Valpolicella che hanno le mani consumate dal loro lavoro… 

Grazie a lui ho imparato che quando si beve un bicchiere di buon vino prodotto da una piccola cantina, bisogna sempre pensare al duro lavoro dei piccoli produttori che ci mette passione e sacrifici…

Dopo aver camminato per un po’, siamo giunti davanti al Forte di Monte, una fortezza edificata dagli austriaci tra il 1849 e il 1852, che si trova a picco sulla Valle dell’Adige… Il forte è stato costruito interamente in conci di pietra locale di Sant’Ambrogio e in particolare con il caratteristico rosso ammonitico… Osservandolo ho notato come la sua pianta fosse abbastanza irregolare, probabilmente per adattarsi alle asperità del terreno, dal momento che si trova su uno sperone roccioso nel fianco del Monte Pastello, sul fianco sinistro della vallata dell’Adige… Ora l’intera struttura versa in condizioni di abbandono ma ho potuto comunque notare come sia caratterizzata da un’esecuzione particolarmente accurata, che mette in evidenza particolari di valore artistico… 

Dopo la visita al Forte siamo arrivati nella frazione di Monte… un paesino eccezionale, un piccolo gioiello architettonico – paesaggistico, con le case che sembrano sorgere dalla roccia, dalla stessa pietra con cui sono state costruite…

Come vi avevo già detto, infatti, tutta la zona della Valpolicella è famosa fin dai tempi antichi per il suo marmo rosso pregiato… da secoli vi è un’intensa attività di estrazione e lavorazione di questo marmo e tutta la Valpolicella ne ha beneficiato – e ne beneficia tuttora – dal punto di vista economico…

Visto che oramai era ora di pranzo e l’appetito stava cominciando a farsi sentire, Enrico mi ha portato nella trattoria “da Nicola” dove ho conosciuto la proprietaria, la signora Natalina

Il nome del locale prende il nome di suo marito e, scambiando quattro chiacchiere con lei, ho potuto conoscere  un’anziana signora di 84 anni piena di passione e di voglia di fare… Una vera veneta d’altri tempi!

 Sono stata anche in cucina mentre era intenta a lavorare ai fornelli con un’incredibile energia per preparare piatti prelibati, che definirei una “roba per pochi”… Vi consiglio vivamente di venire da queste parti, sia per gustarvi le pietanze di Natalina sia per conoscere questa simpaticissima e arzilla signora! Passate pure a nome mio 🙂

Dopo aver pranzato, mentre ci stavamo organizzando per ridiscendere, ho avuto una nuova sorpresa di questa mia avventura su 2 piedi…  attraverso il segnale GPS è arrivato a prendermi a bordo della sua Ape d’epoca un ragazzo che mi segue su Facebook, Alessandro con le casse a ritmo di musica brasiliana…

 L’Ape era così graziosa e caratteristica che pure Natalina è voluta salire per ammirare la sua bellezza…

A bordo dell’Ape siamo partiti alla volta di Castelrotto, una frazione di San Pietro in Cariano, per guardare il suo castello… Mi hanno però raccontato che il paese non prende il nome dal castello diroccato, ma l’origine del nome deriva da  “Castrum rotari”… Per questa e altre storie vi linko il video qui sotto…

Mia sorella Marta poi mi ha raggiunto per un saluto e mi ha portato a dormire a casa sua, che si trova non troppo distante da dove mi trovavo… l’indomani però mi avrebbe riportato dove mi ha trovato, come prevede il protocollo dell’ iniziativa su 2 piedi

Andando a letto i miei pensieri si sono rivolti nuovamente alla Valpolicella, che da domani saluterò ma che porterò a lungo nel cuore… Nel cuore porterò anche una delle persone più speciali che abbia mai incontrato, Enrico dell’enoteca Valpoliterra… un ragazzo unico e sensibile, a cui piace moltissimo il fiore Calicantos

Fin dal primo momento che ci siamo visti mi ha fatto notare il profumo di quel fiore… posso riassumere Enrico e la Valpolicella in questa foto… Mi sono così addormentata con questa immagine in testa…

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Federico

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