Tappa 34 – Impegno, dedizione e amore per il territorio

Tappa 34 – Impegno, dedizione e amore per il territorio

31/01/2018

Stamattina mi sono svegliata a Torri del Benaco, una paese meraviglioso sul lago di Garda… una volta in piedi mi sono sentita subito stanca e con una fastidiosa congiuntivite agli occhi, ma almeno la bellissima piega ai capelli che mi son fatta da sola ieri sera mi ha messo un po’ di buonumore!

A Torri del Benaco in mattinata non avevo appuntamento con nessuna istituzione o persona desiderosa di raccontarmi qualche storia… purtroppo su Facebook non mi ha contattato nessuno… Sono quindi uscita a farmi un giro per le stradine pittoresche del borgo, davvero affascinanti.

Ho subito notato come anche qui ci sia un castello che apparteneva agli Scaligeri… risale probabilmente in realtà al X secolo, ma i Della Scala nel XIV secolo ne presero il possesso e avviarono i lavori di ristrutturazione che conferiscono l’aspetto che vediamo oggi. In ogni caso mi sono domandata… ma gli Scaligeri quanti “schei” avevano? 🙂

Fino al 1980 il castello è rimasto in totale abbandono ma l’intervento della popolazione di Torri del Benaco, sostenuta dall’amministrazione comunale, è valsa a portare avanti un’opera di recupero del complesso, completata nel 1983 e culminata nell’inaugurazione del Museo del Castello Scaligero, la cui principale attrazione è, assieme ai camminamenti, la serra degli agrumi

Girando un altro po’ sono giunta davanti alla Torre dell’Orologio, situata nella parte nord del paese, sede in passato del Consiglio che amministrava la città. Come ho potuto leggere sul cartello che ne raccontava la storia, l’inserimento dell’orologio avvenne nel 1561… fu uno dei primi della regione.

Dopodichè ho iniziato il mio cammino in direzione di Caprino Veronese, che si trova ai piedi del Monte Baldo, la montagna più famosa di tutto il veronese… ho dovuto subito affrontare una salita pazzesca, per fortuna il borgo era bellissimo ed ho potuto ammirare dei capitelli e delle costruzioni, immagino del Cinquecento circa… mi sono piaciuti soprattutto i lavatoi che le donne usavano una volta per lavare i vestiti.  

Da Torri del Benaco mi sono spostata a vedere un’altra parte di Garda, questa volta addentrandomi proprio nel suo centro storico…

Un paese spettacolare che risale al Medioevo, come la maggior parte dei paesi che si affacciano sul lago…

Sono quindi passata per Caprino Veronese, che sarebbe dovuta essere la mia meta della giornata… Mi sono diretta però a Volargne, nel comune di Dolcè, perché sono stata contattata da alcune persone su Facebook che ci tenevano tantissimo a farmi conoscere la loro frazione, un vero gioiellino.

 

Oltre a scoprire la differenza tra la mulattiera e la cavalara, ho fatto anche altre scoperte interessanti… Volargne si chiama così perché un tempo qui c’era il trasporto delle arnie. Il signor Albino, che conosce benissimo il paese, mi ha raccontato Villa del Bene, risalente al 1500/1600…

Dopo la guerra è stata utilizzata come cinema e per gli spettacoli teatrali, mentre adesso è chiusa… La villa da fuori era molto bella e fortunatamente sono riuscita ad entrare per ammirarla… questo grazie ad un fantastico gruppo di ragazzi del paese, che si sono organizzati privatamente e hanno contatto la Pro loco per aprirmi le porte della Villa

Al suo interno ci sono degli affreschi stupendi, peccato che mi è stato detto dal presidente della Proloco che al momento non mi era permesso fotografarli e nemmeno fare dei video … Un vero peccato, mi sarebbe piaciuto dare la possibilità anche ai miei amici di Facebook di ammirare tali reliquie… Mi auguro comunque che presto possano essere ripristinate le visite per dare l’opportunità a tutti di ammirare simili bellezze artistiche.

 

In seguito il signor Albino mi ha portato a vedere la cavallara, che è diversa dalla mullettiera, perché la cavalcata costeggia il fiume Adige e serviva per tirar su le barche che andavano a caricare le merci… nel caso di Volargne fino al Trentino, trainate per l’appunto dai cavalli.

Una delle cose che mi è piaciuta di più di Volargne è stato lo spirito di alcuni abitanti, che hanno formato un gruppo, chiamato La Cavallara Band, e si sono organizzati da soli per risanare la Cavallara che passa lungo l’Adige… ma non si limitano a questo, i privati qui sostengono anche direttamente le spese per contribuire a mantenere il paese in ordine

Una di queste persone, che si fa chiamare Bibi, mi segue su Facebook fin dall’inizio della mia avventura Su 2 Piedi e non si sarebbe mai dato pace finché non fossi venuta a visitare il paese che tanto ama… mi sono fatta dare alcune foto di quando stavano risanando la cavallara ed è stato davvero emozionante trovare delle persone così volenterose e innamorate, desiderose di contribuire in prima persona per far grande il proprio paese nonostante tutti gli ostacoli che trovano e le difficoltà…

Se ci sono spese da sostenere le affrontano tutti insieme, sono più di 20 persone… Questi sono i Veneti da prendere come modello da seguire.

 

Dopo aver provato queste emozioni, ho salutato e ringraziato tutti quanti e mi sono rimessa in viaggio per arrivare a Brentino

Sono giunta così all’agriturismo “Revena”, dove Mara e Leonardo già da qualche giorno mi avevano offerto un posto dove dormire… Hanno addirittura aperto il loro agriturismo turismo solo per me perché in questo periodo sarebbe stato chiuso… Un onore grandissimo per me, loro sono delle persone speciali…

Il ricordo che mi ha segnato il cuore però è stato quando mi hanno invitato a cena con la loro famiglia… in quel momento, come mi è già capitato in altre situazioni durante il mio viaggio su 2 piedi,  mi sono sentita come fossi a casa mia, immersa in un’atmosfera bellissima e piacevole di focolare domestico.. Ho capito subito la loro dedizione e quanto ci tenessero ai loro ospiti… se solo potessi trasmettere attraverso le mie parole l’aria che si respirava lì vi garantisco che anche voi sareste emozionati quanto me!

Mi hanno raccontato una storia del loro primo ospite, un pellegrino…Un artista che non aveva i soldi per pagare da dormire e mangiare e che li ha ricambiati con un acquarello… Dopo 7 anni è tornato a trovarli ed ha spiegato che la prima volta che era stato loro ospite, era in pellegrinaggio perché aveva fatto un voto. Aveva deciso di arrivare fino a Roma dal Papa, perché era malato ai reni, e dopo quel pellegrinaggio sarebbe dovuto rimanere a casa per un lungo periodo in attesa del trapianto. Una storia che mi ha fatto venire i brividi dall’emozione, per fortuna a lieto fine. Vi consiglio di guardare il video…

Dopo la piacevolissima serata sono andata a letto, ma prima ho scattato una super foto ricordo assieme ai loro due figli.. Mi sono riposata come nel letto di casa, grazie alla loro estrema gentilezza e generosità…

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Federico

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