Tappa 38 – Tra Lessinia e Valpantena, l’importanza di essere uniti

Tappa 38 – Tra Lessinia e Valpantena, l’importanza di essere uniti

04/02/2018

Domenica mattina mi sono svegliata nuovamente all’interno dell’albergo ristorante “13 Comuni”, dove ho dormito per la seconda notte di fila… Devo ammettere che in questo hotel la qualità del riposo è elevata quanto quella del cibo… un posto davvero magico, un ottimo punto di partenza per visitare le bellezze della Lessinia.

Per colazione questa volta Giovanni mi ha preparato un vera prelibatezza: un’omelette con pancetta preparata con le uova biologiche della gallina grisa dei miei amici dell’allevamento Le Bellette… non sto neanche a dirvi quanto fosse buona, una colazione genuina, gustosa e ricca di energia per affrontare la giornata!


Appena finito di fare colazione in albergo è arrivata una coppia di amici di Giovanni ed Elisa, che lavorano sempre nel ramo alberghiero… sono i gestori di un rifugio che si trova in una contrada montana a 1200 metri d’altezza e, dopo avermi conosciuto e aver scoperto che mi trovo in Lessinia per girarla e conoscere le sue realtà, mi hanno proposto di andare a visitare la loro struttura.

Ho accettato di buon grado e sono partita così alla volta del Rifugio Lausen… nonostante un po’ di fatica, sono comunque giunta a destinazione. Qui mi ha accolto una vista stupenda delle cime innevate baciate da uno splendido sole mattutino, che brillava con quella intensità tipica della montagna…

Ma ad accogliermi c’era anche Eva, che mi ha raccontato la sua storia e mi ha mostrato il rifugio… Eva e suo marito Danny sono originari del Trentino, ma amano la Lessinia e credono fortemente nel suo sviluppo, così hanno deciso di investire qui.

Il rifugio è spettacolare quanto le persone che lo gestiscono: sembra un hotel 5 stelle, è dotato di tutte le comodità e soddisfa le esigenze di chi è venuto a soggiornare qui per intraprendere splendide camminate nei boschi della Lessinia.

Mi sono innamorata di questo posto, mi sarebbe piaciuto potermi fermare più a lungo, ma il mio viaggio su 2 piedi deve proseguire…
Dopo aver salutato Eva e Danny, mi sono diretta verso Camposilvano di Velo Veronese per vedere il Covolo, una delle più famose grotte della Lessinia…

Il posto è davvero suggestivo, ricco di enormi massi da crollo,ed è stato frequentato fin da tempi remotissimi, probabilmente ben prima dell’ultima glaciazione e cioè almeno 50/70 mila anni fa… Uno spettacolo naturale unico che mi ha lasciato a bocca aperta, è incredibile pensare che ci sono così tante bellezze naturali così vicino a dove abitiamo…


Dopo questa doverosa deviazione, sono scesa fino a Cerro Veronese, dove mi sono incontrata con un ragazzo speciale e dalla forza d’anima granitica. Una di quelle persone che dopo averle conosciute, ti lasciano un segno nel cuore e nell’anima e ti fanno sentire più ricche.

Sto parlando di Andrea Conti, un uomo che quando aveva solo 18 anni è rimasto paralizzato dalla vita in giù e costretto alla sedia a rotelle a seguito di un terribile incidente stradale. Dopo una durissima riabilitazione è riuscito a non perdersi d’animo e, visto che è sempre stato un grande appassionato di sport, ha cominciato a dedicarsi alle attività sportive per diversamente abili, in particolar modo all’handbike.

Negli anni, grazie al duro lavoro, alla tenacia e a un grandissimo amore per la vita, Andrea ha ottenuto in questa disciplina risultati eccezionali e si è addirittura laureato campione del Giro d’Italia per ben due volte. La sua è una storia straordinaria, sentirla raccontare da lui in persona mi ha fatto emozionare in maniera incredibile, ho trattenuto a stento le lacrime ma dopo sono scese a dismisura…

Mi piace definire Andrea come un eroe dei nostri giorni, una persona eccezionale e un esempio di vita. Mi ha anche regalato il suo libro, un regalo prezioso che custodirò gelosamente e che leggerò con grande interesse.

Parlando con lui il tempo è letteralmente volato, sono rimasta talmente rapita dai suoi racconti da non accorgermi che l’ora si stava facendo tarda… Ho quindi dovuto ringraziare e salutare il grandissimo Andrea perchè a Grezzana mi stava aspettando il sindaco Arturo Alberti, con il quale mi ero accordata per farmi presentare le bellezze del suo comune… il sindaco è stato gentilissimo a dedicarmi la sua domenica pomeriggio per raccontarmi Grezzana, ma siccome stava per farsi buio, abbiamo pattuito che fosse meglio incontrarsi l’indomani per una bella diretta Facebook e concentrare questo tardo pomeriggio per andare alla scoperta di uno dei monumenti più rappresentativi della Valpantena, Villa Allegri Arvedi.

Si tratta di una delle ville venete più maestose della provincia e probabilmente del Veneto… il sindaco ha contattato il conte, che ci ha aperto le porte della villa e mi ha permesso di visitare la magnificenza dei suoi interni e lo splendore del suo giardino all’italiana…

E’ una villa palladiana che dispone di ampi saloni, attraversandoli ho avvertito la loro storia secolare e mi hanno trasmesso sensazioni incredibili…


Dopo questa splendida visita, ho ringraziato e salutato il conte e il sindaco, con cui mi sono accordata per una visita in municipio l’indomani mattina… Sono passata in una lavanderia a gettoni, per lavare i vestiti e rendermi presentabile per l’appuntamento istituzionale… va bene che sono una pellegrina in viaggio, ma ci tengo a essere sempre profumata e inappuntabile! 🙂


Ho concluso la giornata riflettendo sulle cose belle che mi sono capitate anche oggi… quello che mi è rimasto dell’odierna giornata è soprattutto la varietà di tipologie di incontri… sono passata dal rifugio montano al Covolo, da Andrea per finire con il sindaco e il conte… persone di diverse estrazioni sociali, ma tutte persone eccezionali e incredibilmente innamorate del territorio

Questo mi fa capire che non ci sono barriere non c’è niente che ci divide… apparteniamo tutti alla grande famiglia degli esseri umani, e dobbiamo essere uniti. Non dobbiamo mai dimenticarcelo.

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Federico

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