Tappa 40 – L’incanto della Val d’Illasi

Tappa 40 – L’incanto della Val d’Illasi

06/02/2018

Questa mattina ho iniziato la tappa giornaliera su 2 piedi attraverso la Val d’Illasi andando alla scoperta di Colognola ai Colli, un comune sparso e molto esteso, diviso in 6 frazioni.  Mi sono trovata con l’assessore al bilancio comunale Davide Dugatto, con il quale mi ero accordata per farmi spiegare le bellezze del territorio…

Per prima cosa abbiamo visitato la frazione di Pieve, che prende il nome dell’antichissimo Santuario Di Santa Maria della Pieve… Si tratta di una chiesa che risale al dodicesimo – tredicesimo secolo, che è stata fondata (in seguito all’apparizione della Madonna) sopra un precedente tempio pagano dedicato a Mercurio, risalente all’età romana… L’esterno è semplice e sobrio e mi ha fatto percepire fin da subito tutta la sua antichità…

Visitando l’interno invece sono rimasta affascinata dagli affreschi  e dall’armonia che si crea tra spazi e luci… qui ho conosciuto don Gabriele, un prete molto giovane, con il quale mi sono intrattenuta volentieri a parlare e che mi ha narrato varie cose interessanti riguardo la chiesa… Come vi dico sempre, le chiese raccontano storie, e don Gabriele ne sa davvero tante!

Dopo aver salutato il simpatico don Gabriele, Davide mi ha portato a vedere la parte alta di Colognola, chiamata Monte, che grazie alla posizione centrale domina dall’alto tutto il comune. Da lì sopra si gode di una vista eccezionale e ho potuto ammirare uno splendido panorama, scrutando la vallata fino all’orizzonte…

Qui Davide mi ha raccontato la storia del nome di Colognola, che deriva dal diminutivo del latino Colonias, in riferimento alle case coloniche dove i patrizi romani si trasferivano nel corso dell’estate… era una zona rinomata già a quell’epoca!

A fianco a noi si stagliava la chiesa dedicata a san Fermo e san Rustico, che sovrasta tutto il territorio e sorge sull’antica Arce con i resti del castello, che è andato distrutto a causa della guerra tra i signori locali e gli Scaligeri.

Entrando nella chiesa ho incontrato il sagrestano, che mi ha raccontato la storia di questo edificio risalente al 1600 dalla struttura molto particolare, che all’inizio era molto semplice nella sua imponenza e che è stato abbellito e arricchito nel corso dei primi anni del Novecento.

Prima di salutarmi Davide mi ha mostrato anche una delle tante ville del sedicesimo secolo che si trovano nel territorio comunale e mi ha raccontato della principale tradizione di Colognola ai Colli: la Sagra dei Bisi.  Si svolge ogni anno a maggio e dura dieci giorni, durante i quali vengono serviti più di 24 mila piatti a base del pisello tipico di questa località, detto in dialetto “biso”.

Il pisello Verdone Nano è un’eccellenza del territorio e viene giustamente celebrato  e utilizzato per preparare i piatti della tradizione, come “risi e bisi” e “lasagne e bisi”… io lavorando a Verona lo avevo già assaggiato e vi garantisco che è buonissimo, di una dolcezza e tenerezza unica!

Dopo aver salutato e ringraziato Davide Dugatto, mi sono diretta verso il comune di Illasi, un luogo che conosco molto bene perché ci abitano mia sorella Marta Gomes  e Gianantonio Muserle suo marito… Visto che si stava facendo ora di pranzo ho provato a sentire la mia amica Nicoletta, proprietaria del ristorante Corte Forziello, un luogo incantato immerso nella Val d’Illasi, dotato di grandi spazi dove si mangia davvero molto bene…

L’ho chiamata perché nel suo ristorante ho fatto parecchie serate  e ci sono stata in occasione di vari matrimoni… e non solo, li ho realizzato parecchi affari di lavoro, perché a pranzo quando avevo qualche cliente importante portavo li a concludere i contratti più importanti 🙂

Purtroppo oggi il ristorante Corte Forziello era chiuso ma Nicoletta ha avuto un’idea geniale… mi ha invitato a casa di sua madre Bruna, un’ottima cuoca ma soprattutto una delle ultime rappresentanti del popolo cimbro della Val d’Illasi…. I cimbri sono una minoranza etnica e linguistica stanziata soprattutto nei comuni della Lessinia ed è un piacere ascoltare la loro lingua, le loro storie e le loro tradizioni.  Da quando ho iniziato a conoscere la val d’Illasi ho sempre avuto moltissima curiosità di conoscere la cultura legata a quel popolo.

Dopo una chiacchierata con mamma Bruna, Nicoletta mi ha presentato sua sorella e suo cognato, che erano a tavola con noi a mangiare… con grande stupore ho scoperto che suo cognato era nientedimeno che un conte e che la sua famiglia possiede la meravigliosa Villa Sagramoso Perez Pompei e il famosissimo castello d’Illasi.

Mi ha portato così ad ammirare le sue proprietà e mi ha stupito l’accoglienza informale e il suo aspetto da persona normalissima… La gente potrebbe pensare che chi nasce in una famiglia con un titolo nobiliare non abbia le stesse abitudini e non si faccia il mazzo per lavorare,  però questo conte si alza ogni giorno per lavorare nel suo ristorante (che è all’interno della sua stessa villa, un posticino davvero grazioso) e si dà da fare dalla mattina alla sera per riuscire a mantenere questi monumenti storici ereditati dalla famiglia… Questo a sottolineare il mio pensiero che in fondo siamo tutti uguali e appartenenti alla grande famiglia degli esseri umani.

La villa, risalente al diciassettesimo secolo, è un vero gioiello ed è attorniata da un meraviglioso giardino all’italiana…  il conte mi ha mostrato con orgoglio anche il castello medievale,  uno dei cinque manieri del X secolo meglio conservati in Italia.

Vederlo così da vicino mi ha regalato un’emozione unica, mi sembrava di essere immersa nell’epoca dei cavalieri …  Nel video qui sotto il conte mi ha raccontato la sua storia e quanto la sua famiglia si stia impegnando per riqualificarlo ulteriormente e renderlo visitabile al pubblico.

Questo però non era l’ultimo appuntamento della mia giornata… il mio amico Mario Mercanti mi ha messo in contatto con il titolare della cantina Villa Canestrari, il grandissimo Francesco Canestrari, una persona di una disponibilità infinita… Visto che la loro famiglia è cosi antica e di tradizione nel mondo del vino hanno deciso di creare il Museo del Vino


Mi ha fatto fare un tour esclusivo all’interno di questo museo, realizzato per testimoniare il lavoro di vignaioli di ben quattro generazioni… una storia lunga 130 anni… si sviluppa in varie stanze, la più vasta mostra una serie di attrezzi che risalgono agli inizi del Novecento: sono raccolti strumenti per l’appassimento dell’uva, filtri di vario tipo e macchinari per l’imbottigliamento.

Mi è piaciuto moltissimo ascoltare le storie percorrendo queste ambientazioni suggestive, è stata un’esperienza molto gratificante. La cosa più curiosa è stata vedere i quaderni del primo Canestrari, con appunti risalenti ai primi del Novecento…

Per chiudere la giornata mi sono poi diretta nella parte più alta della Val d’Illasi, nel comune di Badia Calavena… qui sono stata nel salone del parrucchiere delle Dive, Marino Marangoni, che mi ha coccolato e regalato una spuntatina ai capelli che necessitavano i un po’ di amorevoli cure, dopo tutto il freddo, il vento e l’acqua che hanno preso…

E’ stato davvero simpaticissimo e mi ha invitato a presenziare il 17 febbraio alla trasmissione televisiva Diretta Gialloblù, dove lui è sempre presente a pettinare le modelle e divertirsi… ovviamente ho accettato di buon grado, così andrò in un nuovo posto a raccontare la storia della mia avventura su 2 piedi.

La sera mi sono trovata al Cafè in Piassa con una persona che conosco da un po’ di tempo … ci siamo trovati spesso a bere un caffè al Bauli, il bar vicino al mio ufficio. Si chiama Stefano Valdegamberi e ha lavorato a lungo nel mondo della politica. Come sapete io sono apartitica e non ho alcuna bandiera, per me conta solo che le persone siano innamorate del territorio e Stefano lo è, quindi ci ho fatto volentieri due  chiacchiere. Stefano ha scritto il libro I nomi raccontano la storia”, una ricerca storica d’archivio in cui ha ricostruito la storia del territorio attraverso i nomi dei luoghi…

Mi ha regalato una copia del suo libro lasciandomi una dedica in lingua cimbra, l’ennesimo regalo speciale che ricevo in questo mio meraviglioso viaggio a piedi. Mi ha raccontato un sacco di storie interessanti sulle tradizioni di Badia Calavena, della Lessinia e del popolo cimbro

Mi ha colpito molto che parlasse la lingua cimbra, anche lui è un discendente di questo antico popolo ed è appassionato della storia… le tradizioni non sono solo importanti da ricordare, ma anche da vivere, per mantenerle.

Dopo questo incontro serale avevo bisogno di un meritato riposo… sono stata ospite a casa dei miei cari amici nonna Lucia e nonno Capeletti… Li conosco da sempre, addirittura li chiamo nonni perché sia io che mio figlio siamo affezionatissimi a loro…  direi che è inevitabile affezionarsi a persone come loro, perché ogni volta che li vado a trovare mi trattano come se fossi una vera regina, e mio figlio Antony come un principino

Mi hanno addirittura preparato una cenetta e mi hanno lavato e stirato i vestiti, pensate che nonno Capeletti è così premuroso che mi ha preparato una borsa dell’acqua calda per addormentarmi al calduccio.

Per me loro sono una vera famiglia ed è stato bello fare tappa a Badia e farmi coccolare da loro.

 

 

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Federico

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