Tappa 41 – Dai bogoni di Badia Calavena ai vini di Soave

Tappa 41 – Dai bogoni di Badia Calavena ai vini di Soave

07/02/2018

La mia giornata su 2 piedi di oggi è iniziata con un dolce risveglio a casa di nonna Lucia e nonno Capeletti… Da loro mi sento come se fossi a casa mia, mi fanno sentire coccolata e riverita. Appena alzata il nonno mi ha preparato una super colazione con tanto di brioche appena sfornata nella migliore pasticceria della zona,questo sì che è iniziare bene la giornata!

Finito di mangiare sono stata da zio Bruno, fratello di nonna Lucia classe 1938 che mi ha raccontato di una delle tradizioni più particolari del territorio della Lessinia… Lui è un tromboniere dell’Abbazia, una di quelle persone che portano avanti le antiche usanze degli avi e con i loro tombini (detti anche schioppi) allietano le feste del proprio paese, dei paesi della provincia di Verona e di altre città del Veneto nelle date importanti .

Vederli all’opera con i loro costumi tipici è un’esperienza da non perdere… Ricordo benissimo infatti di quando Bruno è venuto a sparare con il suo trombino al matrimonio di mia sorella Marta, visto che si è posata con un ragazzo della val d’Illasi… era stata un’emozione unica, fanno davvero un gran botto!

Bruno mi ha mostrato il trombino di sua proprietà, con tanto di incisione personale … è un oggetto davvero particolare e mi ha colpito soprattutto per la sua bellezza… questi strumenti vengono costruiti in maniera scrupolosa da abili artigiani della zona. La loro tradizione deriva dalla cultura cimbra ed è ultracentenaria… qui sotto vi mostro il video dove Bruno spiega nei dettagli la storia e l’utilizzo di questi magnifici oggetti festosi.

Dopo l’incontro con Bruno il tromboniere, ho avuto il piacere di ricevere subito dopo un’altro bellissimo regalo mattutino… mi sono incontrata con Renzo Dal Bosco, un uomo con sangue cimbro al 100% e un grandissimo cultore della cultura e della lingua cimbra.

Sono rimasta letteralmente rapita mentre mi raccontava la stupefacente storia di questo popolo… Per chi non lo sapesse, i cimbri sono un popolo di coloni che, dalla Baviera o dal Tirolo, si stanziarono sui Monti Lessini a partire dal 1287… Il primo nucleo di questo insediamento fu il comune di Roverè Veronese e in circa 150 anni vennero poi costituite altre 13 comunità, tra cui una qui a Badia Calavena

Vi voglio far ascoltare le parole di quest’uomo, in cui si percepisce tutto l’amore per le tradizioni centenarie di questo magnifico popolo,… di solito nelle dirette Facebook sono sempre scherzosa ma qui ho ascoltato in religioso silenzio le stupefacenti storie che mi raccontava…

A metà mattinata mi sono diretta poi verso il municipio, dove avevo fissato un incontro con il sindaco di Badia Calavena, Emanuele Anselmi. Mentre lo stavo aspettando, ho incontrato Lorenzo, un appassionato di storia e cultura locale, che mi ha raccontato in pochi minuti la storia di Badia e le bellezze dei suoi dintorni…

Sta scrivendo un libro su un’importante figura del Novecento di questo paese, Virgilio Pellicari, storico artista, armaiolo e costruttore di trombini. Un uomo che ha lavorato addirittura con Berto da Cogollo, il più grande maestro delle sculture in ferro… mi ha raccontato di quando Virgilio  aggiustò una delle campane della chiesa di San Pietro (sull’omonimo monte nel comune di Badia), un luogo dove si rifugiò secoli fa il Papa, ospite dell’allora Vescovo di Verona.

Una volta arrivato anche il sindaco Anselmi (accompagnato dal vicesindaco Stefano Zerbato), sono rimasta molto colpita dalla sua giovane età: è un classe 1987 ed è già primo cittadino di un comune così importante… Mi ha fatto molto piacere conoscere di persona un giovane così determinato e innamorato del proprio territorio, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata e mi ha raccontato di una delle tradizioni più antiche di Badia Calavena, la Fiera dei Bogoni

Bogone è il termine dialettale utilizzato per la chiocciola, animale tradizionalmente utilizzato per la preparazione di piatti tipici. In paese le hanno addirittura dedicato una statua! La Fiera dei Bogoni ha avuto origine prima del XIII secolo e ancora oggi si svolge secondo tradizione prima dell’alba… attorno  a essa ruotano l’enogastronomia, il folclore della Lessinia cimbra, i prodotti tipici del territorio, l’artigianato, le mostre e le attività culturali…

Dopo aver salutato e ringraziato il sindaco, sono tornata felice a casa di nonna Lucia per andare a fare un ottimo pranzo con lei nonno Capeletti e loro figlio Andrea, che considero un fratellone vero… sono davvero i numeri uno, mi hanno coccolato come fanno sempre quando passo a trovarli… sono persone umili e generose di un animo nobile che mi sento onorata di conoscerli, li voglio un bene dell’anima. Passare momenti con loro è sempre qualcosa di prezioso e speciale per me.

Purtroppo però il mio viaggio su 2 piedi non mi permette di rimanere ancora in loro compagnia… ho preso quindi lo zaino e il mio amico bastone Cara de Pau e sono ripartita per andare verso Soave. Per strada ho trovato un signore che mi ha dato un cappello degli Alpini… è stato molto divertente vedere le facce delle persone che passavano in auto e mi guardavano stranite per come ero conciata… una brasiliana vestita da pellegrina con tanto di cappello da Alpino e  bastone da montagna  🙂

Con questi due simboli della montagna (bastone e cappello) mi porto appresso un pezzettino di Lessinia, una terra magica dalla quale ripasserò anche negli ultimi giorni della mia avventura Su 2 Piedi.

Dopo una bella camminata ho capito che stavo per raggiungere Soave grazie alla visione del suo celeberrimo Castello, che domina il paese… una fortificazione che ha segnato da sempre la storia di questo comune, famoso soprattutto per essere una zona dove si producono vini d’eccellenza.

Mi è venuto incontro per accogliermi il vicesindaco Angelo Dalli Cani e mi ha accompagnato in Municipio nello studio del sindaco Gaetano Tebaldi, con cui avevo fissato un appuntamento. Qui il sindaco, una persona preparatissima e innamorata del suo paese, mi ha raccontato la storia e le tradizioni di questa storica cittadina murata, che conta all’interno del suo territorio ben sette chiese storiche e di pregio.

Mi ha mostrato le varie parti che compongono il castello, dai cortili al Mastio alla Caminata… Ogni torre del castello ospita il Museo itinerante sull’arte e la cultura vitivinicola del territorio, realizzato grazie alla sensibilità delle tante persone che vogliono mantenere le tradizioni sulla viticoltura e l’enologia, da sempre tra gli aspetti più rilevanti della storia di Soave.

Visto che ormai si stava facendo sera ho salutato e ringraziato il sindaco e con il suo vice ho fatto una passeggiata per il centro del paese, dove ho incontrato parecchi cittadini di Soave, tra cui anche il signor Coffele, un produttore di vino… vi faccio ascoltare la sua storia.

Dopodiché ho ricevuto un invito da Laura, che mi segue sulla pagina Facebook… lei è di Colognola ai Colli e non mi aveva incontrato quando ero passata per di là, allora mi ha invitato per andare a cena da una sua amica a Soave, una trattoria conosciuta come la Bigoleria che si chiama La Rocca.

Ovviamente ho accettato volentieri e sono andata… un posto dove si respira una energia positiva senza precedenti, dove questa giovane ragazza e la sua socia preparano degli squisiti bigoli fatti in casa e dove si possono scegliere più di duecento sughi con cui condirli. Ho mangiato veramente di gusto e questa serata rimarrà dentro i miei ricordi più belli.

La titolare e Laura sono state così gentili da trovarmi anche il luogo dove passare la notte. Sono andata così al B&B Il Grappolo d’Oro, dove sono stata ospite della signora Anita… Un posto splendido, sono rimasta per qualche ore a chiacchierare con la dolce Anita, perché il piacere di averla incontrata era unico… è proprio una persona da conoscere. La notte mi sono subito addormentata pacificamente dopo l’ennesima giornata ricca di piacevoli impegni…

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Federico

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