Tappa 67 – Montebelluna, la patria delle calzature sportive

Tappa 67 – Montebelluna, la patria delle calzature sportive

05/03/2018

Questa mattina sono ripartita da Montebelluna, da dove avevo interrotto il mio cammino per andare alla diretta della trasmissione Alle Falde del Kilimangiaro… Ero molto felice di ripartire, perché quando mi fermo mi manca tantissimo la routine di camminare attraverso le bellezze del Veneto… oramai le mie giornate sono scandite dai chilometri che percorro e quando ci sono da svolgere altri impegni li faccio comunque volentieri, ma dentro di me ho l’impulso di indossare gli scarponi e di tornare al più presto a proseguire la mia avventura su 2 piedi.

Per prima cosa mi sono diretta verso la chiesa più importante della cittadina, ovvero il Duomo di Montebelluna: un grandioso edificio in stile neogotico, di cui si capisce l’importanza solo guardando la sua imponente facciata… Mentre, rapita dalla sua bellezza, stavo usando il mio cellulare per immortalarlo e mostrarlo ai miei amici di Facebook, mi sono imbattuta in una simpatica signora che mi ha chiesto di aiutarla a tenere la sua bicicletta mentre entrava un attimo a pregare in una piccola cappella… ovviamente le ho fatto questo piacere molto volentieri e ho conosciuto anche suo marito Mario, un uomo innamorato di Montebelluna che conosce un sacco di storie e aneddoti interessanti sul suo comune…

Grazie a lui ho scoperto che Montebelluna deve il suo nome a Monte, riferito alla collina di Monte Vecchio dove anticamente si sviluppò l’abitato, e a Belluna, femminilizzazione di Belluno. In ricordo, sembra, del vescovo bellunese che stabilì proprio qui i confini della sua provincia…

Mi ha raccontato una curiosa tradizione del paese, il Palio del Vecchio Mercato, una manifestazione che si svolge per rievocare l’antico percorso che unisce il Nuovo e il Vecchio Mercato di Montebelluna… la città deve infatti la propria fondazione al colle di Mercato Vecchio, un rilievo collinare non troppo elevato ma estremamente importante da un punto di vista strategico e commerciale. Un emporio naturale tra i monti Prealpini e la pianura, liberamente istituito dalla popolazione per necessità dei loro scambi, in un luogo presidiato e protetto dal diritto feudale… l’obiettivo del Palio è tramandare nel tempo il faticoso tragitto dei mercanti provenienti dai vari paesi del Lombardo-Veneto, i quali, dalla pianura, dovevano trasportare i loro prodotti al mercato, posto sulla sommità delle Rive. Mi piace sempre venire a conoscenza di manifestazioni come queste, significa che le persone sono legate alle proprie radici e non vogliono dimenticare il glorioso passato del proprio territorio.

A proposito di tradizioni che arrivano fino a noi dal passato, già da secoli Montebelluna è considerata la patria delle scarpe sportive: dalle botteghe artigianali alle grandi fabbriche, nel corso del tempo questa zona è diventata un centro calzaturiero di rilevanza mondiale. Attiva già ai tempi della Repubblica di Venezia, la tradizione calzaturiera andò via via specializzandosi trovando terreno fertile soprattutto nella realizzazione di calzature sportive. Già nei primi decenni del 900 si contavano ben 200 laboratori e, il continuo interesse da parte degli italiani nei confronti della montagna e dell’alpinismo non fecero che consolidare la vocazione calzaturiera di Montebelluna, che poi si specializzò anche in altre scarpe sempre sportive, come quelle da tennis, da calcio o da ciclismo… una delle tante storie di eccellenza veneta.

Al fine di conoscere il passato di Montebelluna, nonché il suo presente, nella splendida villa Zuccareda-Binetti si trova la Fondazione Museo dello Scarpone e della Calzatura Sportiva, un luogo molto interessante in quanto si potrebbe definire lo specchio della memoria storica del territorio. Grazie al contributo di alcuni privati e imprenditori locali, le 11 sale del museo raccontano al visitatore due secoli di storia del distretto attraverso gli attrezzi da calzolaio, modelli di calzature indossati e usati dai campioni dello sport, documenti e filmati storici. Mi sarebbe piaciuto molto avere l’opportunità di andare a visitarlo (d’altronde io indosso gli scarponi tutto il giorno durante il mio cammino, dovrebbero farmi membro ad honorem di un museo simile :P), ma purtroppo riapriva alle ore 16 e non potevo aspettare fino a quell’ora, visto che volevo raggiungere Treviso entro sera.

Mi sono ricordata però che proprio qui a Montebelluna lavorano due miei amici imprenditori, che avevo avuto il piacere di conoscere durante l’edizione 2017 dei Veneto Awards, dove venivano premiate le migliori realtà venete e le aziende della regione che hanno raggiunto livelli di eccellenza. Si tratta di Patrizio Bof e sua moglie Stefania, due persone eccezionali che mi faceva molto piacere rivedere… visto che anche io sono un’imprenditrice ho pensato che fosse carino passare a salutare per bere un caffè assieme, cosi ho chiamato al telefono la moglie per avvisarli del mio arrivo.

Mi hanno accolto molto volentieri e mi hanno aperto le porte della loro azienda, la Infinite Area: ragazzi, un posto davvero incredibile e futuristico, che mi ha lasciato a bocca aperta dallo stupore… un edificio industriale dismesso di 2.500 metri quadrati di architettura contemporanea nei quali coesistono diversi spazi: dall’hangar al workspace, dalla sala meeting alla sala training, e altri ancora… uno spazio gigantesco all’insegna della tranquillità, del silenzio e del verde circostante. Ma quello che mi ha colpito maggiormente è la carlinga di un aereo posizionata nel centro del salone che, come mi ha spiegato Patrizio, vuole simboleggiare la spinta dell’uomo all’innovazione, la continua ricerca a spingersi oltre i propri limiti e verso il progresso.

Infinite Area è un “acceleratore d’impresa”, una piattaforma innovativa per ripensare il modo di fare impresa a supporto delle aziende, per accompagnarne la nascita e la crescita con servizi di orientamento, assistenza, formazione e consulenza, partendo dai bisogni concreti preesistenti delle aziende. Un luogo dove innovatori, imprese e organizzazioni vengono supportati nella creazione di nuove occasioni di sviluppo… ma non solo questo.

Patrizio infatti mi ha raccontato che Infinite Area ha creato, con la collaborazione della Regione Veneto, il progetto Opportunity Day, che prevede la realizzazione di 12 incontri che hanno l’obiettivo di favorire l’inserimento e la permanenza nel mondo del lavoro dei giovani under 35, attraverso lo sviluppo delle capacità e delle competenze richieste dal mercato del lavoro. Una serie di eventi rivolti ai giovani non occupati che si tiene sia presso la loro struttura che in altre sedi itineranti… mi ha fatto enorme piacere sapere che ci sono imprenditori come Patrizio che si preoccupano del futuro delle nuove generazioni: sviluppare l’innovazione significa dare nuove opportunità alle persone.

Girando per gli enormi spazi di Infinite Area e chiacchierando con Patrizio il tempo è letteralmente volato, stava cominciando a farsi tardi ed era il momento per me di rimettermi in cammino… prima di salutarci però , Patrizio mi ha fatto un magnifico regalo. Tramite un proiettore, ha personalizzato l’aereo del suo hangar con i simboli della mia iniziativa! E’ stata un’emozione unica vedere la scritta “Su 2 Piedi” campeggiare in bella mostra sulla carlinga, magari ora mi conviene cambiare il nome della mia avventura in “Su 2 ali”! :)…

Dopo aver ringraziato e salutato il gentilissimo Patrizio, ho ripreso a camminare di buon passo per cercare di arrivare a Treviso prima che facesse buio… il tempo cominciava a peggiorare, aveva iniziato a piovere e il freddo a farsi più intenso. Una volta arrivata in città, visto che ero affaticata per l’ultimo tratto di cammino affrontato così velocemente, sono andata direttamente nella stanza dell’hotel che avevo prenotato per concedermi il riposo necessario: avrei raccontato la bellezza di Treviso dall’indomani mattina.

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Federico

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