Tappa 72 – Treviso, una sorprendente città d’acque e d’arte

Tappa 72 – Treviso, una sorprendente città d’acque e d’arte

10/03/2018

Oggi finalmente ricomincio l’avventura Su 2 Piedi! Dopo qualche giorno di pausa sono ritornata a indossare i miei vecchi (e piacevoli) abiti da pellegrina, mi sono svegliata con molto entusiasmo perché non vedevo l’ora di ricominciare il mio cammino attraverso il Veneto!

Ho preso di prima mattina un treno dalla stazione di Manerba sul Garda per dirigermi nel comune dal quale avevo interrotto il mio viaggio, ovverosia Treviso. Avrei dovuto raccontare la città ancora martedì scorso ma mi si era rotto il telefono cellulare, ora che era tutto a posto ero finalmente pronta a rimediare…

Per l’occasione mi sono messa in contatto con Paolo Cecconato e sua moglie Anna, una coppia di signori che avevo incontrato durante il mio soggiorno a Vicenza davanti alla Rotonda del Palladio. Paolo è un trevigiano innamorato della storia e della cultura, che nel tempo libero viaggia con la moglie attraverso il Veneto e altre regioni italiane per andare alla scoperta del patrimonio artistico e culturale di ogni territorio…  chi meglio di lui quindi per farmi da guida tra le bellezze della meravigliosa città di Treviso? Paolo e sua moglie mi hanno accolto con entusiasmo in città, invitandomi anche a casa loro per l’ora di pranzo: prima però durante la mattinata io e Paolo siamo andati a camminare lungo le strade della città e mi sono fatta raccontare storie e aneddoti sui suoi principali monumenti…

La prima cosa che mi ha colpito di Treviso sono le sue risorse idriche: non avrei mai immaginato che, al pari di Venezia, anche questo comune fosse una bellissima città d’acqua! Sono infatti numerosissime le sorgenti risorgive (o come si dice in veneto, i fontanassi) presenti nel territorio comunale, che danno origine a diversi fiumi, dei quali il più importante è il Botteniga. Questo oltrepassa le mura all’altezza del Ponte de Pria e si divide poi in diversi rami, detti cagnani (Cagnan Grande, Buranelli, Roggia), che caratterizzano il centro storico conferendogli un’atmosfera magica e onirica.

Già lasciandomi alle spalle la stazione ho avuto un’idea dell’importanza delle sue acque: intorno alle poderose mura difensive, risalenti al  Cinquecento, scorre placido un fossato, e non è cosa di tutti i giorni poter vedere le acque che ancora lambiscono le antiche difese cittadine… attraverso il complesso sistema di chiuse ancora visibile sotto il Ponte de Pria, in corrispondenza dell’ingresso del fiume in città, un tempo si poteva all’occorrenza allagare la spianata circostante.

Addentrandomi insieme a Paolo tra gli stretti vicoli tardo medievali, mi sono emozionata a osservare le finestre gotiche che arricchiscono le facciate delle case, dipinte in maniera così vivace da rendere colorata anche una giornata non particolarmente felice dal punto di vista meteo.

Paolo mi ha portato a scoprire una degli edifici sacri più importanti della città, la chiesa di San Nicolò… Chiamato anche con il nome di Tempio, per dimensioni è la più grande costruzione del genere della città, superando anche il Duomo: l’imponenza della sua facciata mi ha molto impressionato. Paolo mi ha raccontato che fu costruita ai primi del ’300 dai Domenicani, grazie anche ai cospicui lasciti del frate Niccolò Boccalino, più noto come Papa Benedetto XI… con le sue forme semplici, ma allungate verso l’alto, la Chiesa segna un momento di transizione tra il robusto stile romanico e l’elegante gotico di origine transalpina.

Ma la vera sorpresa del Tempio di San Nicolò è il suo interno, scandito da 12 pilastri cilindrici su cui risaltano bellissimi affreschi! Paolo mi ha spiegato che sono 12 come lo erano gli Apostoli di Cristo e gli affreschi, che raffigurano con superba maestria le immagini di santi, sono tutti opera di Tommaso da Modena e agli allievi della sua scuola, tra i primi a dare il senso della prospettiva nei loro dipinti. L’affresco che mi ha colpito di più è sicuramente quello dedicato a Sant’Agnesegli occhi della santa sembrano seguire chi osserva il dipinto mentre si cammina attorno alla colonna, è stato davvero incredibile vivere quest’emozione in prima persona!

Paolo mi ha poi portato nell’adiacente convento di San Nicolò, oggi sede del Seminario vescovile di Treviso, per mostrarmi la Sala del Capitolo, dove lungo tutto il perimetro trova posto un vasto ciclo affrescato sempre  da Tommaso da Modena, i Quaranta ritratti di Dominicani, con uno stile molto concreto e realistico che era all’avanguardia per qui tempi (si parla del Trecento). Non sono però 40, ma per la precisione 38, perché in realtà due sono raffigurati due volte in quanto sono poi diventati papi… ogni persona raffigurata è occupata in un’azione diversa, con gesti eloquenti e peculiari…. Paolo si è soffermato a mostrarmi i ritratti dedicati a Ugo di Saint Cher e a Nicolò di Rouen, spiegandomi che sono ritenute le prime opere pittoriche a riportare rispettivamente degli occhiali e una lente d’ingrandimento.

Dopo aver visto un po’ di meraviglie della città si era ormai fatta ora di pranzo, così Paolo mi ha accompagnato a casa sua… ad attenderci non c’era solo la moglie Anna ma la sua intera famiglia al gran completo. Ho avuto il piacere di conoscere sua figlia, suo figlio con la compagna, il cognato e i suoi nipoti: tutte persone eccezionali e di gran spessore come Paolo e Anna, dotati di grande cultura e piacevolissimi durante le conversazioni.

A casa loro è stato tutto fantastico: l’abitazione stessa, dotata di una cucina spettacolare; le persone, eccezionali a dir poco; il pranzo, davvero ottimo e succulento. Io ho potuto contraccambiare in parte la loro ospitalità con i miei speciali occhiali-scarpone della realtà virtuale che mi sono portata dietro da Berlino… li ho fatti provare a tutti e anche loro hanno dimostrato un grande entusiasmo vedendo e ascoltando il mio video emozionale.

In seguito ci ha raggiunto anche Francesco, nipote di Paolo, un tenore conosciuto a livello mondiale… non canta mai fuori dai teatri ma per l’occasione mi ha regalato una breve esibizione privata, un’Ave Maria che mi ha fatto venire la pelle d’oca dall’emozione… davvero un mostro di bravura.

Paolo è un uomo legatissimo alla sua famiglia e dopo pranzo mi ha mostrato il libro che ha scritto a riguardo, frutto di anni e anni di ricerche, dal titolo “la Casata: le radici dei Cecconato”… mi ha raccontato che nei municipi è possibile risalire solo agli ultimi 100 anni di storia, quindi per scoprire gli antenati precedenti è andato a chiedere il permesso ai parroci per consultare i loro archivi.  Ha spulciato centinaia e centinaia di libri per risalire ai suoi antenati e tracciare l’albero genealogico…  una storia meravigliosa, la storia della sua sua famiglia.

Si era fatto ormai pomeriggio inoltrato e per me era giunto il momento di salutare Paolo e la sua bellissima famiglia… passare il tempo assieme a loro è stato il vero regalo della giornata, mi ha emozionato molto far parte per un pomeriggio di questa fantastica famiglia trevigiana composta da persone così speciali… dopo aver ringraziato tutti quanti, sono andata a fare un ultimo giro per le strade della città prima che facesse buio…

Per fare un ultimo tour della città mi sono incontrata con Massimilano Dugo, un ragazzo che mi segue su Facebook, che mi ha portato attraverso i portici, sottoportici e salici che punteggiano le strade e le rive dei canali… in un punto lungo il Cagnan Grando mi ha mostrato un isolotto fluviale, chiamato Isola della Pescheria che, come suggerisce il nome, ospita il mercato del pesce cittadino… è una zona ben rappresentativa dell’intera città, con i suoi colori e profumi delle pietanze tipiche locali.

Massimiliano poi mi ha portato poi all’interno dello storico ristorante “Le Beccherie”… il locale dove, intorno al 1970, venne inserito nel menù per la prima volta quello che diverrà uno dei dolci più famosi della cucina tricolore, in Italia e nel mondo… il tiramisù. Il ragazzo che lavora all’interno del locale mi ha raccontato la storia di come ciò sia accaduto… vi metto qui sotto il video per farvela ascoltare anche a voi. Io dopo averla sentita non ho resistito e ho subito assaggiato una fetta di quello che è in assoluto uno dei miei dolci preferiti… una vera bontà, gioia per le mie papille gustative!

Non potevo assieme a Massimiliano non passare, prima di concludere il mio itinerario trevigiano, a vedere la celebre Fontana delle Tette, forse il monumento più famoso della città a livello mondiale… si tratta di un’ antica fontana scolpita di Treviso, che sotto la dominazione della Repubblica di Venezia spillava vino bianco e rosso in occasione di particolari festeggiamenti. Mi fa sorridere pensare che le sue poppe furono considerate qualche mese fa scandalose da Facebook, che censurò le sue immagini… spero che non censurino anche il mio video, o che non mi bannino il profilo… 🙂

Dopodiché, visto che ormai si era fatta sera, ho salutato e ringraziato Massimiliano e mi sono trovata con un amico che mi aveva raggiunto a Treviso e siamo andati insieme a cenare in un grazioso ristorante…
Dopo una piacevole serata, mi sono diretta nella stanza di albergo che avevo prenotato per andare a riposare, felice per essere riuscita, con qualche giorno di ritardo, a visitare questa magnifica città a misura d’uomo, un vero gioiellino e un sorprendente borgo d’acqua culturalmente vivace.

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Federico

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