Tappa 73 – Lungo la natura incontaminata del “fiume del silenzio”

Tappa 73 – Lungo la natura incontaminata del “fiume del silenzio”

11/03/2018

La mia domenica è iniziata da Treviso, dove ieri ho passato una splendida giornata in compagnia di magnifiche persone che mi hanno raccontato un sacco di storie interessanti sulla città…  Ma anche questa mattina ho avuto il privilegio di fare un incontro speciale: mi ha infatti raggiunto Antonella Sessuolo, una mia cara amica, in compagnia di sua figlia… lei, oltre ad essere una bravissima madre di 4 ragazzi, è anche una grande fotografa e una donna dai mille interessi: quando mi sono avvicinata nella piazza di Treviso era pronta a regalarmi uno scatto con la sua macchinetta fotografica…

Incontrarla è stata una sorpresa meravigliosa, lei e sua figlia mi hanno accompagnato al B&B Barberie, dove avevo dimenticato un documento ancora da martedì scorso, quando mi ero svegliata con il telefono guasto e avevo dovuto rimandare la mia visita della città… Lì al B&B ne ho approfittato poi per fare quattro chiacchiere con il titolare, una persona molto informata sulla città, ed è stato un vero piacere…

Ero dispiaciuta di dover lasciare dopo un solo giorno questo comune così vivace e ricco di cultura, ma il mio itinerario su 2 piedi prevedere che io sia sempre in viaggio e non posso soffermarmi troppo a lungo nello stesso luogo… quello di cui sono sicura però è che non si tratta di un addio, ma di un arrivederci: appena avrò un po’ di tempo tornerò sicuramente a visitare Treviso e i suoi fiumi e canali.

Come vi ho raccontato ieri, i due fiumi Sile e Cagnan s’insinuano tra le vie e donano un fascino unico al centro storico, racchiuso dalle antichissime mura… le loro acque mi hanno ammaliato così tanto che per la mia tappa di oggi ho deciso di seguire il corso del fiume Sile fino ad arrivare a Quarto d’Altino, in provincia di Venezia, dove poi va a sfociare nella Laguna. Secondo il mio calendario oggi avrei dovuto arrivare a Mogliano Veneto, ma visto che poi già nel tardo pomeriggio dovrò essere a Lendinara, in provincia di Rovigo, per presenziare ad un importante conferenza (di cui vi racconterò tra poco), ho optato per seguire un percorso naturalistico.

Mi sono messa quindi in marcia seguendo il percorso di questo storico fiume, il cui nome deriva dal latino e significa il “fiume del silenzio”… un nome azzeccatissimo, perché camminando lungo le sue sponde sono rimasta affascinata soprattutto dalla tranquillità delle sue acque, che scorrono placide conferendo calma e pace interiore anche a chi cammina al suo fianco.

Il Sile è uno dei fiumi di risorgiva più lunghi d’Europa e ha da sempre rappresentato un’importante risorsa per gli abitanti del luogo, plasmandone la storia e le tradizioni… Non nasce infatti da una catena montuosa, ma da polle d’acqua (i celebri fontanassi, di cui vi ho già parlato) che risalgono dalla profondità della terra nel mezzo della pianura… non cambia mai di portata, estate o inverno che sia il livello delle sue acque è sempre costante; le fonti che lo originano sono così eccellenti che marchi tra i più diffusi dell’acqua minerale italiana attingono proprio da queste falde la loro celebre acqua in bottiglia…

Per tutta questa serie di motivi da alcuni anni il territorio che accoglie questa meraviglia è stato dichiarato area protetta ed è divenuto Parco Regionale, a protezione della sua fauna particolare e della vegetazione circostante, che mi ha fatto sentire immersa nella natura incontaminata… A partire da Treviso ho seguito un percorso ciclopedonale dirigendomi vero Casier e Casale sul Sile, uno dei molti itinerari che offre questo fantastico angolo di Veneto…

Ho camminato per ore quasi a pelo d’acqua, lungo la “Restera”, ovvero la stradina che scorre parallela al fiume, un tempo destinata al transito dei cavalli e dei buoi che trascinavano controcorrente i barconi carichi di merce che dalla Laguna raggiungevano Treviso. In pochi chilometri infatti il corso diventa così meravigliosamente gonfio da diventare navigabile anche per grossi natanti, oggi come durante i secoli scorsi.  Le testimonianze di questa antica attività non mancano: all’altezza del comune di Casier, dove il fiume forma un’ampia ansa, mi sono ritrovata in un luogo magico, quasi surreale,  conosciuto come il “Cimitero dei burci”: lo specchio d’acqua nel quale vennero affondati, tutti insieme, i grandi barconi di legno utilizzati per trasporti fluviali che il progresso aveva reso non più necessari. E’ un sito archeologico molto importante, dove sono state identificate, oltre ai burci, diverse altre tipologie di imbarcazioni tradizionali venete

Dopo aver oltrepassato il cimitero dei Burci, il Sile si avvia tranquillo verso la Laguna, incrociando antiche strade e abitati romani, grandi tenute agricole, in un singolare “percorso della memoria” dove storia, archeologia e natura si assommano mirabilmente. Durante la camminata il tempo non è stato il massimo, è caduta un po’ di pioggia ma in maniera molto leggera, e anche questa volta sono stata molto fortunata a non prendere troppa acqua… sembra quasi che ci sia una sorta di ombrello naturale che mi protegge quando sono in questo viaggio su 2 piedi. Dopo aver percorso quasi una trentina di chilometri, ed essere giunta nella località Portegrandi di Quarto d’Altino, mi sono accorta che si era fatto tardi ed era ormai giunto per me il momento di concludere la tappa a piedi per dirigermi verso l’importante appuntamento che avevo in programma per la serata… sono quindi andata nella più vicina stazione, dove ho preso un treno per raggiungere Rovigo.

Ad attendermi al mio arrivo c’era la mia santa e fedele amica Ives, per accompagnarmi a bordo della sua automobile nel comune di Lendinara: anche lei non voleva perdersi questo importante appuntamento… Nella biblioteca comunale di Lendinara il sindaco di Polesella Leonardo Raito e l’assessore allo Sport di Lendinara Francesca Zaigo avevano organizzato, assieme a me, una serata che ho intitolato “Il Polesine, una terra tra i due giganti”, in riferimento ai due grandi fiumi che lo delimitano a nord e a sud, il Po e l’Adige… sono andata a raccontare l’esperienza del mio cammino attraverso la fantastica terra del Polesine, e non solo…

Siccome durante il viaggio da Rovigo a Lendinara stava diluviando in una maniera assurda (cadevano letteralmente secchiate d’acqua), temevo che le condizioni meteo condizionassero pesantemente la serata, sconsigliando le persone a uscire di casa per partecipare… Invece, per mia grande sorpresa, una volta arrivata in biblioteca ho trovato la sala gremita di persone: un pubblico composto da amministratori locali, operatori del turismo e tanti cittadini appassionati che ho incontrato durante il mio percorso o che mi seguono con piacere sui social. E’ stato fantastico vedere che la mia iniziativa suscita un tale interesse e vedere così tanta gente radunata per ascoltare i miei racconti, nonostante il maltempo, mi ha riempito il cuore di gioia e mi ha dato una carica extra per la mia esposizione!

Era presente anche Luciano Zanforlin, presidente del Sindacato del Tempio della Beata Vergine del Soccorso, che avevo conosciuto durante il mio passaggio a Rovigo e con il quale ho stretto una vera  amicizia… ho raccontato la bellezza dei paesaggi del Polesine, l’immensità dei suoi spazi e dei suoi percorsi: una terra d’acque tra l’Adige e il Po, fatta di panorami sognanti e di atmosfere infinite, uno straordinario palcoscenico naturale dove l’acqua si muove maestosa. Un luogo non solo dalla natura sorprendente ma anche dalle meraviglie architettoniche uniche, pieno di ricchezza culturale… Ma soprattutto un territorio che mi è rimasto nel cuore, dove le persone hanno un calore umano incredibile, dove sono stata accolta ovunque con grande entusiasmo e passione…

Oltre a questo, durante la serata ho anche raccontato del mio ultimo progetto, il Veneto in Realtà Virtuale, presentato alla Fiera Internazionale di Berlino… Ho dato la possibilità anche gli ospiti presenti nella biblioteca di Lendinara di indossare gli speciali occhiali a forma di stivale (simbolo del progetto su 2 piedi) ed immergersi nello splendore dei luoghi più magici del Veneto, dal lago di Garda ai colli Euganei, dalla città di Rovigo al Delta del Po… anche qui il video emozionale che ho preparato è stato molto apprezzato da tutti quanti, rendendomi molto orgogliosa per un lavoro che mi è costato molti sacrifici e impegno.

La serata è stata un vero successo e l’ho conclusa con la frase “la cosa più preziosa che puoi regalare a qualcuno è il tempo”… un messaggio con cui ho voluto chiudere la mia presentazione e che assumeva un significato ancora maggiore questa sera, durante la quale ho apprezzato moltissimo il tempo che le persone presenti alla conferenza mi hanno regalato.

Una volta terminata la serata, ho salutato e ringraziato tutti i presenti e gli organizzatori e sono ritornata in auto con santa Ives… visto che si era fatto molto tardi ho preferito dormire in compagnia della mia fedele amica anziché tornare a Mogliano a notte inoltrata… Sono tornata quindi a Verona per dormire a casa di Ives, e sono andata a riposare pronta per ripartire domattina con il mio viaggio su 2 piedi  prendendo un treno direzione Mogliano Veneto.

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Federico

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