Tappa 74 – Arte, storie e leggende lungo l’antica strada del Terraglio

Tappa 74 – Arte, storie e leggende lungo l’antica strada del Terraglio

12/03/2018

Oggi mi sono svegliata molto presto, perché di prima mattina dovevo andare a prendere il treno per tornare a Mogliano Veneto… ad attendermi in stazione a Verona c’era Antonella, la giovane ragazza di cui vi ho parlato ieri, che verrà nei prossimi due giorni in cammino assieme a me. E’ fantastico avere una nuova compagna di viaggio in questa mia avventura su 2 piedi: anche se è molto giovane è una ragazza di cultura e molto preparata sulla storia dell’arte, e quindi si renderà utile a farmi scoprire tante cose nuove durante il nostro itinerario…

Una volta arrivate a Mogliano ci siamo subito messe in marcia attraverso questo centro ricco di arte, architettura e storia, famoso soprattutto per le numerose e bellissime ville venete che abbelliscono la zona. Il comune si trova infatti attraversato dal Terraglio, la strada che congiunge Mestre a Treviso… è stata la prima direttrice d’espansione di Venezia in terraferma e proprio per questo motivo fu il luogo che il patriziato scelse per edificare le prime ville venete a partire dal XV secolo. Originariamente case coloniche e aziende agricole, questi edifici sono diventati via via simboli di potenza e ricchezza, perdendo la funzione produttiva per diventare quasi esclusivamente residenze estive di rappresentanza…

Prima però di percorrere la strada delle ville, sono andata assieme ad Antonella a visitare il più pregevole esempio di architettura religiosa di Mogliano, la Chiesa si Santa Maria Assunta, con l’annessa Abbazia. Si trova nel pieno centro del paese e sorge nel luogo dove già prima del 1000 si ergeva una pieve… l’edificio attuale è stato costruito cento anni più tardi e nel corso dei secoli ha subito profonde ristrutturazioni.

La facciata esterna della Chiesa mi ha colpito molto, i mosaici e le vetrate mi hanno ricordato molto quelle di San Marco a Venezia, ma sono stati soprattutto gli interni a regalarmi una vera emozione… ospitano sette altari, quasi tutti risalenti al Seicento, e vi sono affiancate due sagrestie, una a destra e l’altra a sinistra dell’Altare Maggiore.  La sacrestia sud è una costruzione assai antica, è stata ricavata da una cappella del monastero intitolata a San Benedetto e vi sono custoditi alcuni affreschi trecenteschi realizzati da Filippo da Firenze

A ridosso della chiesa si trova l’abbazia benedettina, fondata nel 997 per volere del vescovo di Treviso e concessa ai benedettini un secolo dopo. Sono andata a visitare il chiostro e il brolo, ovvero gli orti e i frutteti annessi alla parrocchia… si respirava aria di antichità, come vi dico sempre chiese e luoghi del genere raccontano storie secolari, che sono sempre piacevoli da ascoltare… Ad esempio, ho scoperto che l’abbazia è stata, nel corso dei secoli, più volte saccheggiata e distrutta, tanto che le monache la abbandonarono nella prima metà del Quattrocento per ripararsi in luoghi più sicuri, dentro le mura di Treviso

Dopo aver visitato i luoghi sacri di Mogliano, io e Antonella siamo andate a camminare per le vie della cittadina, e abbiamo scoperto che oggi si svolgeva il mercato… nella vita quotidiana non ho mai frequentato i mercati di paese, un po’ per abitudine un po’ per mancanza di tempo, ma durante questo cammino ho iniziato ad apprezzarli e adesso li adoro… mi piace camminare tra le bancarelle osservando la gente intenta a fare compere e chiacchierare, e ne ho approfittato per comprare un po’ di pesciolino fritto…

Dopodichè ci siamo dirette fuori dal paese e ci siamo messe a percorrere l’antica strada del Terraglio sulla quale, come vi ho detto prima, si affacciano un gran numero di ville… mi ha affascinato molto camminare attraverso la campagna potendo ammirare edifici così ricchi di bellezza e di storia. Per lo più si tratta di costruzioni cinquecentesche, regali ed eleganti, tutte di genere diverso… vi consiglio assolutamente di fare un giro da queste parti per vederle con i vostri occhi. Percorrendo la strada ho fatto una diretta Facebook dove ho raccontato un po’ di storie e di leggende legate alle ville e ai loro giardini, dove risiedevano le riserve di caccia dei signorotti e boschetti che ospitavano creature magiche, che si narra avessero contribuito a proteggere il territorio dagli assalti di Attila e dei barbari…

Dopo un po’ di chilometri  io e Antonella ci siamo accorte però di aver smarrito la direzione prevista… vi giuro che non ho capito come sia stato possibile, ma ci siamo ritrovate a vagare in mezzo a campi pieni di acquitrini, con il fango che ci ha imbrattato i pantaloni fino alle ginocchia… evidentemente ho contagiato anche Antonella con il mio scarso senso dell’orientamento eheh 🙂

Per fortuna, dopo una deviazione abbastanza faticosa, siamo riuscite ad uscire dalle zone fangose, e ci siamo ritrovate nei pressi della frazione di Conscio, nel comune di Casale sul Sile... qui siamo entrate nel Santuario di Santa Maria di Conscio, dove abbiamo scoperto una storia molto interessante legata a questo luogo di culto… La leggenda vuole che l’otto settembre 1451  “sopra un rovere di un grandissimo Bosco” apparve la Madonna ad “una povera donzella, detta Graziosa, guardiana di porci…”: così recitava il testo in lingua antica sulla parete della chiesa, una riproduzione del testo originale della pergamena con cui Papa Innocenzo VIII ufficializzò il miracolo.

Io e Antonella ce la siamo letta tutta quanta, scoprendo che la giovane guardiana, che era nata con una malformazione del braccio e della gamba destra, in seguito all’apparizione ricevette in dono la sanità del corpo e uno spirito profetico. E’ stato emozionante ritrovarsi in questo luogo per caso e scoprire una storia così interessante: magari devo smarrire la strada un po’ più spesso. 😉

Dopo esserci rimesse in cammino abbiamo raggiunto il fiume Sile e per me è stato un dolce ritorno dopo la magica esperienza di ieri, quando ho camminato lungo tutto il suo percorso fino quasi alla Laguna… qui abbiamo incontrato Antonio, un simpatico signore con cui abbiamo camminato per un po’ di chilometri assieme lungo la Restera, ascoltando i suoi racconti sulle bellezze del Parco del Sile.

E’ un uomo innamorato follemente del territorio e ci ha portato anche a scoprire il vicino paese dove abita, Lughignano… è una frazione di Casale sul Sile e ospita Villa Gabbianelli, uno dei più importanti esempi di villa veneta, e una splendida chiesetta circondata dalle mura del cimitero, intitolata alla Madonna della Cintura. Antonio ci ha mostrato gli interni di questo edificio antico, risalente addirittura al Dodicesimo secolo, ma poi largamente rimaneggiato nei secoli successivi… della struttura originale sono rimasti l’abside romanica e il campanile, in stile lagunare…

Dopo aver salutato e ringraziato Antonio, io e Antonella ci siamo accorte che cominciava a essere tardi: avremmo dovuto arrivare fino a Roncade, che comunque non era molto distante, ma avevo cambiato il mio programma perché domani avrei interrotto nuovamente il mio classico cammino Su 2 Piedi per fare un altro Special Day. Ci siamo dirette quindi alla più vicina fermata della’autobus per prendere un mezzo che ci portasse a Castelfranco Veneto, dove domattina sarei stata ospite nella sede di Radio Bella e Monella per una diretta radiofonica superspeciale nella trasmissione Benvenuti al Nord della conduttrice Elisa Nadai

Arrivate a Castelfranco ormai si era già fatto buio e, visto che eravamo cotte dalla stanchezza, io e Antonella siamo andate di buon’ora a letto per riposarci delle fatiche della giornata.

Commenti
Condividi
Federico

Related posts
Racconta la tua storia