Tappa 76 – A Roncade, tra innovazione e rispetto per l’ambiente

Tappa 76 – A Roncade, tra innovazione e rispetto per l’ambiente

14/03/2018

La giornata di mercoledì è iniziata in modo splendido… mi sono svegliata a Quarto d’Altino a casa di Rebecca, detta Betty per gli amici, che mi aveva gentilmente ospitato per dormire dopo che sono tornata in zona dal mio special day di ieri a Possagno… Mi ha preparato un’ottima colazione salata a base di uova, l’ideale per darmi l’energia necessaria ad affrontare la giornata, ed è stata davvero gentilissima… lei è proprietaria di un bed and breakfast che si chiama Laguna, che si trova in paese, ma ho avuto il privilegio di essere ospitata proprio nella sua abitazione privata, come se fossi una di famiglia.

Dopo colazione abbiamo fatto quattro chiacchiere, lei è una donna amante del territorio e mi ha raccontato un po’ di cose a riguardo… ad esempio ho scoperto la storia del suo comune è indissolubilmente legata alla città di Altino, antico insediamento e notevole porto commerciale sulle rive della laguna, che decadde in seguito alle distruzioni dei barbari e al mutare delle condizioni ambientali, che determinarono l’impaludamento della zona… la dicitura “del Quarto” del paese attuale fu aggiunta infatti perché il paese dista quattro miglia romane dall’antica Altino.

Dopo aver salutato e ringraziato Betty mi sono diretta verso Roncade, più precisamente verso la proprietà di un amico, Riccardo Donadon… un uomo che è anche un mio idolo a livello imprenditoriale, che grazie alla sua intelligenza e alla sua lungimiranza ha creato con le sue forze un luogo meraviglioso  che costituisce un’eccellenza unica a livello italiano. Riccardo è infatti il fondatore di H- Farm, una delle realtà più conosciute nell’ecosistema delle startup italiane. Formalmente è una fattoria che si estende nella campagna trevigiana, ma è diversa da tutti gli altri posti che avete sentito solitamente nominare… Qui si produce innovazione e si creano nuovi modelli di impresa: è stata la prima iniziativa al mondo che, in un’unica struttura, mette assieme incubazione e accelerazione per le startup e aiuta le imprese tradizionali a trasformarsi in un’ottica digitale. La società è quotata in borsa, costituisce un modello tutto italiano che è diventato esempio anche per la conquista di mercati internazionali; ha l’ambizione di diventare il più importante polo dell’innovazione europeo, ed è già sulla buona strada…

Una volta arrivata nella loro sede di Cà Tron, una frazione del comune di Roncade, sono rimasta a bocca aperta per la grandiosità e gli spazi enormi delle strutture, immerse nel verde di un parco curatissimo che costituisce il 90% della proprietà: un luogo magico dove ero già stata in visita lo scorso anno, ma che in 12 mesi è cresciuto ulteriormente e ha raggiunto dimensioni straordinarie. Il campus da 50 ettari è quasi ultimato e sarà inaugurato nel settembre di quest’anno, è un vero e proprio polo dell’innovazione che potrà ospitare complessivamente 3mila persone, tra studenti, start upper, docenti, imprenditori e manager.

La gentilissima Elisa Carraro, che lavora qui come analista finanziaria, mi ha accompagnato attraverso queste nuove strutture, raccontandomi tutti gli ambiti nei quali H-Farm è impegnata: supportare i giovani nella creazione di nuovi modelli di impresa, guidare la trasformazione digitale delle aziende e formare le giovani generazioni. La H del nome infatti sta per Human, perché le persone sono al centro di tutto ciò che fanno: nei servizi, nelle relazioni, nelle interazioni. Una massima che non posso che condividere, sia come donna che come imprenditrice: anche per me sono le persone che fanno la differenza… e non solo in qualche caso, ma sempre.

Elisa mi ha raccontato che l’approccio “Human” è un elemento essenziale del loro lavoro e delle persone che con cui collaborano, e che tramite il progetto H-International School, dedicato a bambini e ragazzi dalla scuola materna fino alle superiori, vogliono preparare gli studenti ad un futuro in una comunità globale in rapido cambiamento, incoraggiando la loro umanità, investendo nel loro talento e sostenendo la loro creatività e inventiva. Un’idea assolutamente geniale, che permetterà di crescere in un ambiente di apprendimento coinvolgente e stimolante, dove vengono utilizzati gli ultimi strumenti educativi digitali.

Questo luogo a parer mio rappresenta un motivo di vanto per tutta la regione, è il fiore all’occhiello dello spirito imprenditoriale innovativo che caratterizza da sempre il popolo veneto… può a buon diritto essere definita la Silicon Valley italiana… Anzi, può essere ribatezzata SILEcon Vally, dato che sorge nella valle del fiume Sile

Dopo questo fantastico tour in uno dei luoghi più all’avanguardia in Italia, ho salutato e ringraziato Elisa e ho proseguito il mio itinerario attraverso le campagne di Roncade… mentre passavo davanti a svariate coltivazioni di frumento e vigneti, un signore che era intento a curare i campi mi ha riconosciuto come la brasiliana che attraversa il Veneto a piedi e mi ha salutato affettuosamente… assieme a lui c’erano anche la moglie e la figlia, ed  tutti intenti a  curare le piante di lavanda nel giardino davanti alla loro abitazione, una grande casa di colore rosa

L’edificio ha attirato subito il mio sguardo, visto che il rosa è uno dei miei colori preferiti, così mi sono fermata volentieri per scambiare due parole con queste persone: una scelta che si è rivelata ottima, visto che ho avuto la fortuna di conoscere una famiglia veramente straordinaria, che mi ha invitato a pranzo e che mi ha trattato come fossi da sempre un’amica speciale. Mi hanno mostrato le vigne e uno splendido orto ricco di ortaggi ed erbe aromatiche  e, passando diverse ore in loro compagnia, ho scoperto che producono un sacco di cose fatte in casa con le loro mani, che poi vendono ai mercatini… tutti prodotti ecosostenibili, da saponi naturali e oli essenziali a profumi dalle inebrianti fragranze.

Sono infatti una famiglia che ritiene il rispetto per l’ambiente un valore importante e fondamentale: la figlia Elena mi ha raccontato che per lei ogni persona è responsabile per mantenere sano l’ambiente in cui viviamo… Madre Natura ci ha dato tutto e spetta a noi provare rispetto e cercare in tutti i modi di conservare intatta la sua bellezza e la sua ricchezza. Un discorso che mi ha toccato profondamente il cuore e che mi trova assolutamente d’accordo.

Nei loro campi mi hanno mostrato gli animali da fattoria, tra cui un simpatico asinello di nome Frodo, e poi abbiamo pranzato tutti assieme con dei piatti preparati con ingredienti naturali provenienti dalle loro coltivazioni… a dir poco fantastico il sugo preparato con i pomodorini gialli, e che dire poi dei carciofi e dell’anatra… tutto delizioso, da leccarsi i baffi! Un pranzo assolutamente speciale, in un’atmosfera così conviviale che mi sembrava di essere seduta al pranzo natalizio in famiglia, con quell’atmosfera di magia e di pace e tranquillità.

Dopo aver passato splendidamente il tempo assieme a loro, visto che cominciava a diventare tardi ho dovuto per forza di cose ringraziarli e salutarli… prima però Elena mi ha lasciato un piccolo pensierino dal grande valore simbolico: una bambolina che profuma di lavanda, che ho chiamato Regina, come il suo nome d’arte… Un regalo che ho apprezzato tantissimo, così come un regalo è stato per me incontrare lungo la mia strada questa grande casa rosa e la famiglia eccezionale che la abita.

Ho proseguito il mio cammino verso il Piave, continuando a riflettere sulla grande fortuna che mi regala ogni giorno di questo magico cammino Su 2 Piedi… in ogni angolo di Veneto scopro posti fantastici ed entro in contatto con persone straordinarie, dal grandissimo spessore umano e culturale…

Dopo altre due – tre ore di camminata in questi suggestivi territori ricchi di campagne e di acqua, sono infine arrivata alla mia meta finale di giornata, Fossalta di Piave, dove sono andata a riposare per prepararmi da domani a raccontare i luoghi dove è stata combattuta la cosiddetta “Guerra Granda”.

 

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Federico

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