Tappa 79 – Caorle, tra spiagge e una storia plurimillenaria

Tappa 79 – Caorle, tra spiagge e una storia plurimillenaria

17/03/2018

Oggi mi sono svegliata bella riposata a Caorle, nella splendida cornice del AQA Palace … un hotel dotato di tutti i comfort e gestito con estrema cura e molta passione. Un luogo dove non solo ci si rilassa, grazie alla piscina interna ed esterna, il bagno turco e la sauna… ma dove si mangia anche molto bene. La mattina infatti sono scesa nella sala da pranzo e ho chiacchierato con il proprietario dell’hotel, che porta avanti il lavoro che aveva iniziato 60 anni fa suo padre… all’interno del salone c’è uno splendido bragozzo, una tipica imbarcazione veneziana che un tempo veniva utilizzata dai pescatori per andare nelle acque dell’alto Adriatico a pescare.

Il proprietario mi ha raccontato che è una barca originale che apparteneva ad un vecchio pescatore degli anni 30-40 di nome Alfio, che vendeva il pesce a suo padre… una storia che certifica il grande rispetto che il popolo veneto mantiene per le sue tradizioni… mi ricordavo infatti di avere visto questo tipo di imbarcazione anche a Chioggia, altro comune ricco di pescatori e di storia. Dopo aver lasciato l’AQA Palace, mi sono incontrata con Giorgia Valente, la ragazza responsabile dell’ufficio stampa del comune di Caorle con cui mi ero già incontrata ieri… una donna eccezionale e dalla grandissima disponibilità, che si è offerta di passare la giornata assieme a me per portarmi alla scoperta delle bellezze di questa storica cittadina veneziana, che è diventata una delle prime destinazioni vacanziere dell’alto Adriatico.

Merito dei suoi 18 chilometri di spiaggia sabbiosa, con un litorale che partendo da est va dalla disabitata oasi naturalistica dell’isola di Brussa in mezzo alla laguna fino al porto di Falconera… Alberghi, appartamenti e grandi campeggi nella pineta assicurano milioni di presenze stagionali, ma Giorgia mi ha raccontato che Caorle non è una località balneare come le altre, bensì una cittadina che vanta una storia plurimillenaria, che merita assolutamente di essere scoperta.

A differenza di tante altre spiagge, questa località da 8 mila abitanti ha infatti una storia molto antica: abitata dai paleoveneti e conosciuta dai romani, proprio per la sua posizione lagunare diede riparo alle popolazioni dell’interno che fuggivano da Concordia Sagittaria all’epoca dell’invasione degli Unni. Fu sede vescovile per 12 secoli e visse momenti di splendore sotto la Serenissima, le cui testimonianze sono dovunque visibili nel centro storico fatto di piccole calli, campielli, casette colorate dai caratteristici camini veneti.

Giorgia infatti mi ha raccontato che questa cittadina ha subito una forte influenza dalla vicina Venezia, e camminare attraverso questo suggestivo centro storico, ascoltando i racconti della simpaticissima Giorgia, è stato un vero piacere… un’esperienza che mi ha dato una grandissima emozione e che mi ha portato alla scoperta di un sacco di monumenti di pregio.

Sicuramente uno dei monumenti più belli è Duomo di Caorle, ma per una volta non è l’edificio che ospita la chiesa a essere il protagonista e ad attirare gli sguardi, bensì il suo campanile… infatti il Campanile di Caorle (che è leggermente pendente) domina il panorama del centro storico e costituisce indubbiamente uno dei simboli principali della città lagunare.

Sono rimasta molto affascinata dalla sua curiosa forma cilindrica: Giorgia mi ha spiegato che questa torre è infatti molto antica (risale addirittura all’anno Mille) ed è unica nel suo genere tra le torri medievali che sono giunte intatte fino ai nostri giorni. La struttura cilindrica è dovuta all’influsso bizantino, mentre l’alternanza di archi e colonne che la caratterizzano è un tipico esempio di arte romanica: anche oggi ho imparato nuovi termini storico- artistici, mi sa che una volta che ho terminato il mio cammino su 2 piedi potrò fare domanda per diventare un insegnante di storia dell’arte… 😛

Comunque, la più grande emozione per me di oggi è stata quando Giorgia mi ha detto che mi portava a visitare la cima del campanile, da dove si poteva godere di una splendida vista... era la prima volta che durante la mia avventura avevo l’opportunità di salire sopra ad un campanile! E sapete quanto mi piacciano, sono i miei fedeli compagni di viaggio, perché quando cammino da un paese all’altro sono le prime strutture che avvisto in lontananza e mi stanno ad indicare che a breve raggiungerò un nuovo comune da scoprire. Salita sulla cima alta 48 metri il panorama che ho ammirato era così bello da togliermi il fiato… vedevo tutte le casette colorate dall’alto e avevo una visuale completa del litorale; Giorgia mi ha detto che nelle giornate più limpide è possibile addirittura scorgere l’Istria

Dopo aver ammirato questo splendore, Giorgia mi ha fatto proseguire il tour portandomi nelle sale del Museo del Duomo di Caorle,  che raccoglie oggetti legati al culto e alla devozione, come calici, croci, vesti liturgiche e soprattutto sei preziose icone trecentesche. Il museo è diviso in due parti: una sala archeologica, dove sono esposti numerosi e diversi reperti di produzione romana, bizantina e medievale;  una sala etnologica, che racconta Caorle dal mediovevo in avanti, con molte foto legate alla storia del Novecento. Vedere dal vivo tutti questi oggetti mi ha fatto comprendere ancora di più la moltitudine di storia che questo paese ha da offrire.

Dopo la visita al museo Giorgia mi ha portato a scoprire l’importante mercato ittico centrale… Caorle infatti  è ancora oggi un porto peschereccio di prim’ordine, con oltre cento battelli che danno lavoro a una generazione di giovani pescatori locali che non hanno abbandonato una tradizione secolare e mantengono la vocazione di questo antico borgo marinaro che fa parte dei 1000 borghi storici italiani promossi da un’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. La pesca si svolge per lo più in mare aperto: il pesce viene poi scaricato e portato al mercato ittico centrale: le “valli” della laguna sono invece utilizzate al più per l’allevamento di anguille.

Una delle ricchezze uniche di Caorle infatti è anche la retrostante laguna, che permette itinerari in barca, ma anche a piedi e in bicicletta a contatto completo con la natura, dove è possibile ammirare i casoni vicino all’acqua, tipiche costruzioni in legno con il tetto in canna palustre… già più volte li ho sentito nominare girando per il paese, e mi sono ripromessa di andare a visitarli più tardi nel pomeriggio.

Prima però ho proseguito il mio tour con Giorgia, andando a vistare il Santuario della Madonna dell’Angelo… si trova sull’estremità est della scogliera di Caorle, in una posizione da cartolina, dal momento che si affaccia direttamente sul mare… ammirandolo da vicino mi sembrava di essere immersa in un luogo magico, dove fermarsi per contemplare la maestosità del mare… Giorgia mi ha raccontato che è stato edificato attorno al VI secolo dagli abitanti di Concordia Sagittaria che, emigrati nell’isola per sfuggire alle invasioni barbariche, dedicarono la piccola costruzione a San Michele Arcangelo

E’ stato anche protagonista di un evento miracoloso: nel 1727 Caorle fu investita da una terribile inondazione, ma la chiesa rimase indenne; questo evento viene ancora oggi ricordato da due crocette di marmo ai lati del portale, che indicano il livello raggiunto dall’acqua del mare e dove sono riportate le seguenti parole: “Nella spaventosa inondazione marina del 31 dicembre 1727, l’acqua era salita fino a questa crocetta, senza che una sola goccia penetrasse nel Santuario”. Incredibile no? Quante meravigliose storie ha da raccontare questo comune…

Ritornando in città io e Giorgia abbiamo camminato lungo la scogliera e anche qui ho avuto l’ennesima suggestione della mattinata: sui numerosi blocchi di trachite posti a difesa dai flutti del mare sono state scolpite una serie di sculture che accompagnano lungo un itinerario suggestivo, un vero e proprio museo a cielo aperto lungo il quale si possono ammirare insolite opere d’arte, dai soggetti più classici alle creazioni più audaci ed astratte.

Sono stata letteralmente rapita dalla bellezze di queste sculture sul lungomare, e Giorgia mi ha raccontato che ogni due anni la città di Caorle organizza il Premio Internazionale “Scogliera Viva”, un simposio di scultura biennale al quale hanno partecipato, negli anni, numerosi scultori di fama internazionale. Qui le sorprese positive sembrano non finire mai, Caorle è davvero una perla che rende orgogliosa tutta la regione Veneto.

Dopo aver visitato in lungo e in largo tutte le bellezze che ha da offrire questa cittadina, io e Giorgia ci siamo concesse una pausa e siamo andate a mangiare un gelato nella storica “Casa del Gelato”, il luogo dove viene prodotto uno dei gelati più rinomati e famosi di tutto il Veneto… ho conosciuto la sua bontà già quando sono andata alla Fiera Internazionale del Turismo a Berlino, visto che il gelato offerto ai visitatori dello stand della Regione  Veneto era proprio quello creato dai gelatai di questa storica gelateria di Caorle.

Non potevo quindi non andare a fare un salto per assaggiarlo nuovamente questa prelibatezza… avrei voluto incontrare il proprietario Renzo, ma purtroppo era raffreddato… in ogni caso ho potuto scambiare quattro chiacchiere con suo figlio, che mi ha raccontato tutta la passione che la famiglia investe da più generazioni per produrre un gelato artigianale che è un’opera d’arte.

Dopo questa deliziosa parentesi mangereccia, ho salutato e ringraziato la gentilissima Giorgia e, visto che cominciava a farsi tardi, ho iniziato a incamminarmi lungo il fiume Lemene per dirigermi verso Portogruaro… sono passata attraverso il comune di Concorda Saggittaria, che in passato fu un importantissimo centro romano. Il termine “sagittaria” infatti sta a ricordare che in città vi era una fabbrica di frecce per l’esercito romano (dal latino sagitta, cioè “freccia”)… Sono passata abbastanza velocemente, perché il tempo era cambiato e aveva cominciato a piovere e soffiava un vento gelido che mi faceva battere i denti…

Quando ormai stava cominciando a calare il sole sono arrivata a Portogruaro, ma siccome non avevo nessuno che mi stava aspettando per raccontarmi la città, ho allungato di un altro po’ il mio cammino per raggiungere il vicino comune di Gruaro, visto che ero stata contattata dall’amministrazione comunale e mi avevano organizzato un incontro per la mattina del giorno seguente. Dopo aver trovato un posto dove alloggiare per la serata, sono andata a riposarmi dalle fatiche della giornata, con ancora negli occhi lo splendore e l’incanto di Caorle, una cittadina unica che ti lascia un segno indelebile nel cuore.

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Federico

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