Tappa 80 – La straordinaria bellezza del Veneto orientale

Tappa 80 – La straordinaria bellezza del Veneto orientale

18/03/2018

Domenica mattina sono ripartita dal comune di Gruaro… mi sono svegliata di buon’ora, perché durante la mattinata avevo un importante appuntamento con le istituzioni di questo paese. Dopo aver fatto colazione mi sono infatti incontrata con il sindaco di Gruaro Giacomo Gasparotto e con lo storico Dario Bigattin, che mi hanno accompagnata per le strade del loro comune per mostrarmi le bellezze che offre questo territorio, che si trova al confine con il Friuli.

Mi hanno raccontato, davanti al celebre lavatoio dove avvenne il fatto, del miracolo eucaristico di Gruaro, che secondo la tradizione sarebbe avvenuto nel 1294. Ve lo racconto anche a voi perché è una storia che ha dell’incredibile… Mentre una donna stava lavando una tovaglia proveniente dall’altare della vicina chiesa di San Giusto, avrebbe notato sul tessuto delle macchie di sangue, provenienti da un’ostia consacrata rimasta tra le pieghe del lino. Meravigliata, si recò subito dal parroco, che avvertì il vescovo della vicina Concordia, il quale autenticò il presunto miracolo. In seguito, non trovandosi un accordo sulla destinazione delle reliquie, che sia Gruaro che Concordia volevano conservare, intervennero i potenti conti di Valvasone, che ottennero nel 1330 dalla Santa Sede la custodia degli oggetti sacri, a patto che venisse costruita per lo scopo una nuova grande chiesa, dedicata al Santissimo Corpo di Cristo.

La nuova chiesa venne consacrata nel 1484 e conserva tuttora i resti sacri in un pregevole reliquiario d’argento, mentre a Gruaro si trova come detto il lavatoio dove avvenne l’episodio. Ancora oggi nella domenica successiva al giovedì del Corpus Domini, l’evento è ricordato e festeggiato a Valvasone, che si trova in Friuli. Per secoli Gruaro e Valvasone furono in attrito per la rivalità creatasi, ma a partire dal 1967 venne tutto superato: i gruaresi decisero di partecipare alla Festa della Sacra Tovaglia celebrata nel paese rivale, e i due comuni si unirono in uno storico gemellaggio, permettendo che negli anni la reliquia tornasse in concessione anche a Gruaro.

Un racconto a lieto fine che mi è piaciuto moltissimo, visto che sapete come mi piace ricordare sempre come sia importante risolvere i piccoli conflitti e come sia fondamentale l’unione per crescere tutti assieme.  Il sindaco Gasparotto mi ha raccontato come anche per lui sia importante dare la giusta promozione a questa storia e a questi luoghi, perché non sono ancora conosciuti quanto meriterebbero: l’obiettivo è farli diventare patrimonio di tutti, non solo dei due comuni, e per questo l’amministrazione di Gruaro si è associata alla Romea Strata ed è stato costruito un percorso per favorire i pellegrini che vogliono visitare questi luoghi. Sicuramente una soluzione ideale per favorire non solo un turismo legato alla storia e alla religione, ma anche e soprattutto un turismo ecosostenibile, sempre più importante  al giorno d’oggi.

Dopo la visita nei luoghi del miracolo di Gruaro il sindaco Gasparotto mi ha accompagnato a pochi passi dal Friuli, dove su un isolotto lungo il fiume Lemene si trovano i mulini di Stalis. E’ stato fantastico perché ci trovavamo esattamente sul confine tra le due regioni, mi sembrava di avere un piede in Veneto e l’altro nel Friuli! Il mulino che mi ha mostrato il sindaco risale al Quattrocento, quindi è molto antico

Oggi è sede di una piccola esposizione di macchinari risalenti agli anni ’20, ma la cosa più incredibile è che  si trova adiacente al parco letterario della fontana di Venchiaredo, il luogo dove nacque l’amore tra la contessina Clara e il dottor Lucilio, personaggi creati dalla penna di Ippolito Nievo nel suo celebre romanzo “Le confessioni di un italiano”… Questo parco ha un’atmosfera così magica da aver ispirato perfino un grandissimo della letteratura italiana a comporre una delle sue opere più famose: ha davvero qualcosa di speciale, che solo chi lo visita dal vivo può riuscire a comprendere!

Gruaro mi è piaciuta così tanto che ho confessato al sindaco Gasparotto che mi piacerebbe quasi quasi comprare casa per venirci a vivere…  lui e lo storico Dario Bigattin sono stati così gentili e disponibili, due persone che amano profondamente il proprio territorio e hanno un grande desiderio di promuoverlo utilizzando gli strumenti migliori possibili, che mi hanno dedicato la domenica mattina per farmi conoscere le bellezze uniche che lo contraddistinguono… sarei rimasta volentieri ma dovevo proseguire la tappa odierna del cammino su 2 piedi, così il sindaco mi ha detto che la mia prossima destinazione avrebbe dovuto essere assolutamente il vicino comune di Pramaggiore, una perla al pari di Gruaro… Ha subito telefonato al suo amico primo cittadino di Pramaggiore, per avvisarlo del mio imminente arrivo: è fantastico vedere questa collaborazione e amicizia tra le istituzioni di comuni limitrofi

Ho così salutato e ringraziato il sindaco Gasparotto e mi sono diretta verso Pramaggiore, dove sono stata accolta dal sindaco Fausto Pivetta e da Luciano Moretto all’interno del Palazzo di via Vittorio Veneto, che ospita la Mostra Nazionale dei Vini… Un palazzo meraviglioso, che mi hanno raccontato essere il luogo dove dall’indomani si sarebbe svolto il 52° concorso enologico nazionale…  Una manifestazione famosa non solo a livello italiano, ma soprattutto un rito che si tramanda da più di mezzo secolo e che costituisce il concorso di questo tipo più antico d’Italia.

Il sindaco Fausto Pivetta mi ha raccontato con orgoglio che per l’occasione cinquanta enologi da tutta Italia degustano oltre 600 campioni di vino, in una manifestazione dedicata agli esperti del settore e che non è aperta al pubblico… sentendo queste parole, non ho saputo resistere alla tentazione di autoinvitarmi per presenziare all’evento il giorno dopo, per avere l’opportunità di mostrare a tutti i miei amici di Facebook le eccellenze che continuo a incontrare nel mio cammino attraverso il Veneto

Dopo la visita nel palazzo il sindaco Pivetta mi ha accompagnato anche nella vicina frazione di Belfiore, un antico borgo rurale la cui parte dominante e storica è costituita dal complesso architettonico di Villa Dalla Pasqua, sita sulla riva destra del fiume Loncon. Il complesso è composto da tre costruzioni del XV secolo (la villa, il mulino e la “Castellina“) e si trova immerso in un parco fiabesco con antichi alberi di gelso, frassini e querce…

Il sindaco ha colto l’occasione per raccontarmi che questa zona, come tutto il Veneto orientale, costituiva un tempo il bosco della Serenissima, il luogo in cui Venezia raccoglieva il legname per le sue opere edilizie. Ora in questo territorio si trovano numerosi vigneti, dove si produce il vino doc di Lison Pramaggiore, vera eccellenza di questa zona.

Dopo aver salutato e ringraziato il sindaco Pivetta, dandogli appuntamento all’indomani per la visita alla Mostra Nazionale dei Vini, ho proseguito il mio cammino verso San Stino di Livenza, dove per mia grande sorpresa c’era tantissima gente che mi stava aspettando… le istituzioni capeggiate dal sindaco Matteo Cappelletto, associazioni come Legambiente e cittadini che si erano riuniti spontaneamente. Il sindaco mi ha regalato l’opportunità di pernottare alla Green station, la stazione ferroviaria di San Stino di Livenza che è stata trasformata in un centro di educazione ambientale e di promozione della mobilità innovativa: un appartamento nel palazzo della stazione dove camminatori, pellegrini e appassionati del turismo ecosostenibile possono sostare per la notte e trovare un letto caldo e tutti servizi necessari per un buon riposo… Un posto ideale per me!

Ho ringraziato il sindaco e le istituzioni presenti per il grande onore, poi assieme all’assessore alla cultura Rita sono andata a mangiare una pizza… Nel locale abbiamo incontrato per caso Luigi, uno scrittore autore di tantissimi libri dedicati al suo paese e alle sue opere d’arte… mi è piaciuto chiacchierare assieme a lui per un po’ di tempo, ne ho approfittato anche per scattare qualche foto… un regalo speciale della serata.

Dopo cena, ormai esausta dalla giornata, sono andata alla Green Station per avere un po’ di meritato riposo.

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Federico

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