Tappa 81 – Lungo la Livenza, tra il paese dei record e l’antico porto della Serenissima

Tappa 81 – Lungo la Livenza, tra il paese dei record e l’antico porto della Serenissima

19/03/2018

Lunedì mattina mi sono svegliata riposata al massimo dopo la nottata passata nella stupenda Green Station di San Stino di Livenza… un luogo stupendo e confortevole, l’ideale per gli amanti dei cammini come me. La stazione ferroviaria del paese è stata di recente trasformata per ospitare i pellegrini e gli  appassionati del turismo ecosostenibile, ma come vi dicevo ieri, non si riduce a questo… è soprattutto un centro di educazione ambientale e di promozione della mobilità innovativa, un punto di riferimento per coloro che scelgono di muoversi alla scoperta del territorio. Un’iniziativa encomiabile, che rende onore a San Stino di Livenza e alle sue istituzioni: è infatti il primo esempio di green station della regione Veneto… spero proprio che sia solo la prima di una lunga serie, perché è importante creare un nuovo processo di economia solidale che tenga conto dell’eccezionale importanza dei beni comuni che abbiamo ovunque nel Veneto.

Sbirciando fuori dalla finestra ho avuto una sorpresa: durante la notte aveva nevicato abbondantemente e i tetti e le strade erano ricoperti di un soffice e consistente strato bianco… ho subito pensato che forse questo avrebbe reso un po’ più complicato il mio cammino di oggi, ma mi sono fatta forza e ho preferito pensare al maggiore fascino che la neve regala ai panorami che attraverso. Dopo essermi preparata sono stata raggiunta dal sindaco Matteo Cappelletto e dall’assessore alla cultura Rita, con cui ho fatto assieme colazione… sono stati così gentili da portarmi indietro a Pramaggiore in automobile, perché ieri durante il mio passaggio avevo promesso che sarei tornata per mostrare in esclusiva ai miei amici di Facebook la Mostra Nazionale dei Vini

Oggi infatti si apriva il 52° concorso enologico nazionale, una manifestazione famosa non solo a livello italiano, ma soprattutto un rito che si tramanda da più di mezzo secolo e che costituisce il concorso di questo tipo più antico d’Italia. E’ un evento dedicato agli esperti del settore ma ieri, parlando con il sindaco di Pramaggiore Fausto Pivetta e con Luciano Moretto, ho ottenuto il privilegio unico di partecipare e di osservare dal vivo cinquanta enologi provenienti da tutta Italia intenti a degustare e a votare oltre 600 campioni di vino.

E’ stata un’emozione incredibile vedere dal vivo tutti questi esperti e le autorità presenti, ho avuto addirittura l’opportunità di scambiare due chiacchiere con un rappresentate del Ministero delle Politiche Agricole, incaricato per verificare la regolarità delle operazioni in base al decreto di riferimento e al regolamento approvato… mi ha raccontato di aver controllato che tutti i campioni fossero anonimi, perché chi li degusta non deve assolutamente conoscere il produttore, a garanzia della trasparenza e dell’obiettività della valutazione… Insomma, una super organizzazione per un concorso importantissimo, che costituisce un punto di riferimento nella valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze produttive.

Prima di lasciarlo, ho fatto provare al rappresentate del Ministero i miei speciali occhiali scarpone con il Veneto in realtà virtuale… è rimasto entusiasta del mio video emozionale e mi ha fatto dei complimenti molto graditi, anche in riferimento alla mia iniziativa Su 2 Piedi.Dopo aver girato qualche video per i miei amici di Facebook in questo evento speciale, ho salutato e ringraziato il sindaco di Pramaggiore Pivetta per l’ospitalità e sono tornata assieme a Rita verso San Stino di Livenza, per cominciare la mia vera tappa su 2 Piedi di oggi e raccontare le bellezze di questo comune veneziano.

Siamo andate per prima cosa davanti alla chiesa di San Marco Evangelista, un edificio che la stessa Rita ha definito come uno scrigno di opere d’arte inestimabili. E’ una chiesa che risale al Cinquecento e qualche anno fa in paese sono stati festeggiati i suoi 500 anni d’età… la facciata esterna l’ho trovata molto sobria ed elegante, ma è stata la visita agli interni che mi ha lasciato letteralmente affascinata… la “Pala del Tiziano”, collocata sull’altare maggiore, è un’opera straordinaria, e ho scoperto che è stata celebrata anche dal grande critico d’arte Vittorio Sgarbi, che qualche anno fa ha curato una mostra a Castelfranco Veneto portando la Pala insieme alle opere del Giorgione.

Dopo la visita alla chiesa Rita mi ha raccontato di come San Stino di Livenza sia il primo comune italiano ad avere applicato uno sconto sulla Tari, la tassa rifiuti, per tutti i possessori di attività che producono e distribuiscono beni alimentari e che decidono di limitare gli sprechi alimentari, domando le eccedenze…  Un’ottima iniziativa che va a semplificare i procedimenti ed incoraggiare gli imprenditori a donare ciò che può essere ancora utile per molti, favorendo il volontariato. Recuperare i prodotti alimentari è importantissimo in primis dal punto di vista sociale, ma anche da un punto di vista ambientale e culturale…

Mi sono complimentato con Rita per il grande lavoro delle istituzioni comunali, qui a San Stino detengono numerosi record: prima scopro la Green station, ora questo… ma non è tutto! Rita mi ha raccontato anche del progetto che ha visto la ricostruzione dei boschi di Bandiziol e Prassaccon, motivo di orgoglio per l’intero paese perché costituiscono il più grande intervento di ricostruzione di aree boschive di pianura del Veneto. Da queste parti un primato positivo tira l’altro, non c’è che dire

Dopo aver fatto un breve tour costeggiando il canale Malgher, sul quale si affacciano numerose ville veneziane, mi sono incontrata con Luigi Perissinotto, un ragazzo classe 1938 innamorato follemente di San Stino di Livenza, il comune nel quale è nato e dove vive da 80 anni… così innamorato da avere dedicato al suo territorio numerosi libri raccontandone le bellezze e le diverse epoche storiche. Lo avevo già incontrato la sera prima ma volevo assolutamente tornare a chiacchierare assieme a lui, un uomo meraviglioso e dotato di una cultura unica… siamo andati così a berci un caffè al bar, dove mi ha narrato dei suoi diversi libri, che trattano di diverse tematiche legate sempre al territorio: dell’occupazione austroungarica a San Stino durante la prima guerra mondiale, della storia cinquecentenaria della chiesa di San Marco Evangelista, dell’antica palude bonificata detta delle Sette Sorelle tra Livenza, Loncon e Lemene…

Dopo la piacevolissima chiacchierata con Luigi (e il sindaco Cappelletto, che nel frattempo mi aveva raggiunto), avevo un appuntamento televisivo: infatti durante la mattina ero stata contattata da un giornalista di Antenna 3, importante emittente televisiva regionale, che mi aveva chiesto se fossi disponibile per fare qualche ripresa per la realizzazione di un servizio televisivo sul mio passaggio da San Stino di Livenza. Ovviamente ho accettato di buon grado, perché mi fa un enorme piacere ricevere aiuto dai media locali nel diffondere il messaggio dell’iniziativa su 2 piedi… è molto importante avere anche altri mezzi di informazione, oltre i miei canali social, per far conoscere a più persone possibili il mio viaggio e le motivazioni che mi spingono.

A ora di pranzo mi sono trovata quindi con il cameraman Nicola, una persona eccezionale, innamorata del suo lavoro e fan della mia iniziativa: ha svolto un servizio altamente professionale con molta competenza, ma quello che mi è piaciuto di più è che ho notato che ci ha messo il cuore, l’ingrediente più importante per riuscire a trasmettere il giusto messaggio di un progetto come il mio viaggio Su 2 Piedi.

Dopo la parentesi televisiva mi sono rimessa in marcia e ho lasciato San Stino seguendo il percorso del fiume Livenza, fino a raggiungere Torre di Mosto. Qui mi stava aspettando il vicesindaco Nello Pasquon, che mi ha accolto con tanto di fascia tricolore, un onore inaspettato e molto gradito… mi ha portato all’interno del municipio, dove mi ha raccontato la storia e le bellezze di questo comune veneziano situato in un menando del Livenza. Innanzitutto, ho scoperto che il municipio si trova nel luogo della torre che ha dato il nome al paese, la Turris Ducis (Torre del Doge), che un tempo sorgeva su un terrapieno ed era circondata da un fossato, per difendersi dagli attacchi dei barbari.

La torre è andata più volte distrutta, mentre l’altro pezzo del nome del paese deriva dal cognome di una famiglia nobile veneziana, i Da Mosto, proprietari fino alla metà del Cinquecento di gran parte dell’attuale territorio comunale. Il paesaggio qui intorno era completamente diverso da quello attuale, ricoperto com’era da ampie distese d’acqua da cui affioravano piccole isole: Torre da Mosto stessa era un’isola della laguna di Venezia. Nel corso dei secoli furono avviati i lavori di bonifica e ora, accanto alla secolare vocazione agricola, si è affiancato un consistente sviluppo nell’edilizia e nell’artigianato.

Il vicesindaco Pasquon è un uomo che sprizza amore per il territorio da ogni poro e i suoi racconti su Torre di Mosto me lo hanno fatto capire fin da subito; mi ha confessato che la bellezza di questo comune, oltre alla sua secolare storia, sta soprattutto nella sua genuinità, nel suo essere a misura d’uomo, un paese in cui tutti si conoscono e che ha investito molto negli ultimi anni nel turismo puntando sulla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.

Ma ad accogliermi in municipio non c’era solo il vicesindaco: assieme a lui c’era Paolo Fiorindo, un artista locale che scrive e dipinge, ma che si definisce soprattutto come santinaro: è infatti specializzato nella raffigurazione di santi, che esporta in tutto il mondo… è un personaggio poliedrico e simpaticissimo, vestito con un doppio petto di sartoria da lui definito da “contadino in piazza”, cioè il tipico vestito che usavano i contadini la domenica, con tanto di cappello a bombetta e scarpa elegante ma un po’ pesante. Mi ha raccontato che questo indumento accompagnava il contadino tutta la vita e oltre... veniva indossato anche per la sepoltura.

Paolo conosce un sacco di aneddoti riguardanti la storia del paese e, dopo avermi mostrato alcuni dei suoi magnifici lavori, sono andata assieme a lui, al vicesindaco e al fotografo Renzo Vedovo alla scoperta dei luoghi più caratteristici. Mi ha portato così alla Piera del Bando, la pietra su cui venivano i signori delle terre ai tempi della Serenissima quando dovevano cercare lavoratori per i campi… la leggenda vuole che portasse fortuna, così è rimasta la tradizione in paese di mettersi in piedi su questa pietra quando si cerca un nuovo lavoro.

Poi siamo stati nel vecchio porto della Serenissima, il punto di approdo dove le navi provenienti da Caorle risalivano la Livenza per raggiungere Oderzo… E’ stupendo pensare come una volta qui ci fosse la laguna, ma anche oggi la nota principale  del paesaggio è la ricchezza d’acqua. Mi hanno detto infatti che ci sono numerosi percorsi naturalistici, che permettono di apprezzare il territorio in tutta la sua varietà e bellezza. Il fiume Livenza, nel suo tragitto dalla fonte nel piano del Cansiglio fino alla foce nei pressi di Caorle, crea da queste parti suggestivi scorci sulla campagna veneta.

Prima di lasciare Torre di Mosto sono stata anche nella bottega di Renzo Vedovo, il fotografo del paese, un uomo innamorato del territorio che ha in archivio migliaia e migliaia di scatti dedicati al suo comune… qui Paolo mi ha raccontato di un incredibile miracolo, che potete ascoltare in questo video.

Oramai si era fatto tardi e nonostante mi stessi divertendo un mondo, sono stata costretta a salutare e ringraziare il vicesindaco, Paolo e Renzo per dirigermi verso la tappa finale della mia giornata di oggi, Motta di Livenza… sono partita però con la gioia nel cuore, perché ho scoperto un paese che ha incredibili storie da raccontare legate a tradizioni, arte e cultura…. un luogo che mi rimarrà impresso non solo nella memoria, ma anche nel cuore.

Dopo una faticosa camminata tra la neve, sono quindi giunta con il calare del buio a Motta di Livenza, dove sono andata a riposare nell’hotel Le camere del Podestà.

 

Commenti
Condividi
Federico

Related posts
Racconta la tua storia